Petizione clamorosa: Putin costretto a dimettersi?

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Fonte Immagine: il tempo

Russia, i deputati di 18 distretti chiedono le dimissioni di Putin: ecco la petizione.

I deputati russi in 18 distretti municipali di Mosca, San Pietroburgo e Kolpino hanno firmato una petizione in cui chiedono le dimissioni del presidente russo, Vladimir Putin. Un gesto piuttosto inedito in un Paese che ha introdotto la censura militare e punisce con il carcere chi «scredita l’esercito» o diffonde «fake news» sulle operazioni in Ucraina. Il testo dell’appello è stato pubblicato sui social da Ksenia Torstrem, deputata del distretto Semenovsky della ex capitale degli zar.
Nell’appello si legge «Noi, deputati municipali russi, crediamo che le azioni del presidente Putin danneggino il futuro del Paese e dei suoi cittadini».
Il 7 settembre, alcuni deputati municipali del distretto di Smolninsky a San Pietroburgo avevano avanzato la stessa richiesta, annunciando anche l’intenzione di inviare presto un appello alla Duma di Stato con la proposta di porre in stato di accusa il presidente per «alto tradimento» a causa delle ostilità in Ucraina.
La risoluzione al consiglio distrettuale era stata approvata, con sette voti a favore e tre astenuti. Una richiesta simile è stata avanzata, poi, anche dai deputati del consiglio distrettuale Lomonosovsky a Mosca. L’appello è stato discusso nella seduta del 9 settembre: i deputati hanno riconosciuto che Putin ha attuato «buone riforme» durante il suo primo e in parte nel secondo mandato, ma dopo «tutto è andato, in qualche modo, storto»: il Pil non è raddoppiato, il salario minimo non è salito alle cifre previste e si è verificata una consistente fuga dei cervelli all’estero.
La notizia giunge proprio nel momento in cui gli ucraini iniziano a liberare e riconquistare territori.
La preoccupazione crescente per l’inaspettato isolamento della popolazione russa e il suo impoverimento interno sono le cause che hanno spinto i rappresentanti di questi collegi a scrivere questa richiesta coraggiosa al loro capo di governo.
Dalla capitale russa sembra non giungere risposta, ma lo stesso Putin, nel corso degli anni ha saputo zittire i suoi avversari.
Speriamo che questo fronte interno abbia più fortuna e sia il primo segno di apertura verso la fine di un conflitto che tiene il mondo a bocca aperta.


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