43 anni fa, veniva ucciso Boris Giuliano

post-title
Fonte Immagine: Repertorio

Il capo della Squadra Mobile di Palermo assassinato da Cosa Nostra

Boris Giuliano è stato assassinato da Leoluca Bagarella, appartenente alla cosca Mafiosa di Totò Riina,con 7 colpi di pistola dritti alle spalle il 21 Luglio 1979.

Questa mattina, in via Francesco Paolo Di Blasi, il vice sindaco Carolina Varchi ha partecipato in rappresentanza dell'Amministrazione comunale alla cerimonia commemorativa del capo della Squadra mobile di Palermo,"Boris Giuliano  fu un investigatore acuto che con i suoi metodi innovativi seppe imprimere svolte importanti a indagini che hanno consentito di assestare un duro colpo alla criminalità organizzata. Per noi è un dovere ricordarlo e fare tesoro del suo operato. Il Comune di Palermo si batterà per affermare la legalità in ogni segmento della pubblica amministrazione".

Aveva ,ancor prima dei Giudici Falcone e Borsellino, iniziato a seguire la pista del denaro , quella che poi verrà studiata dal Consigliere Chinnici e perfezionata dal Giudice Falcone  per poi confluire in quello che ad oggi è conosciuto come  “Metodo Falcone”. Il motivo della suo assassinio , infatti, è legato ad una famosa indagine che il Dott. Giuliano aveva iniziato nel 1979 .Egli  si trovò a indagare sul ritrovamento di due valigette contenenti 500.000 dollari all'aeroporto di Palermo-Punta Raisi, che si scoprì essere il pagamento di una partita di eroina sequestrata all'aeroporto J.F. Kennedy di New Yorklegato all'inchiesta Pizza Connection. Contemporaneamente a questa indagine, scoprì , per mezzo di due mafiosi un indirizzo che gli costò la morte: via Pecori Giraldi, nell'appartamento gli agenti della squadra di Borsi Giuliano scovarono armi, quattro chili di eroina e una patente contraffatta sulla quale era incollata la fotografia di Leoluca Bagarella, cognato del boss corleonese Salvatore Riina. Dopo la scoperta nell'appartamento di via Pecori Giraldi, arrivarono telefonate anonime al centralino della questura di Palermo che minacciavano Giuliano di morte.Nello stesso periodo, Giuliano stava anche indagando su alcuni assegni  che avevano portato a un libretto al portatore della Cassa di risparmio con 300 milioni di lire intestati a un nome di fantasia, che era stato usato dal banchiere Michele Sindona. Per approfondire queste indagini, Giuliano si era incontrato con l'avvocato Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore delle banche di Sindona che venne ucciso pochi giorni dopo il loro incontro.

In seguito a queste indagini che avvicinavano sempre di più il Capo della Mobile ai loschi affari di Cosa Nostra, seguite poi, dopo la sua morte ,dal Capitano dei Carabinieri Emanuele Basile , anch’egli brutalmente assassinato, e che rappresentarono il preludio delle indagini dei Giudici Chinnici, Falcone e Borsellino,la mattina del 21 luglio 1979, mentre pagava il caffè appena bevuto nella caffetteria Lux di via Francesco Paolo Di Blasi a Palermo, Leoluca Bagarella gli sparò a distanza ravvicinata 7 colpi di pistola alle spalle con una Beretta 7,65, uccidendolo.


RIPRODUZIONE RISERVATA
© Copyright Corriere della Campania


Commenta