Adozioni, un’attesa lunga 52 mesi

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Fonte Immagine: GiovaniGenitori

Più di quattro anni e costi insostenibili per adottare un minore straniero. Un viaggio tra le cause del lento e inesorabile calo delle adozioni.

L’adozione: uno degli unici modi per permettere a chi non può diventare genitore biologico l’emozione della genitorialità. Spesso utilizzata da persone che non possono -o non vogliono- avere figli, e da persone che desiderano dare una prospettiva di vita migliore a bambini innocenti che, altrimenti, non avrebbero molte chance.

In generale, i bambini che hanno bisogno di una famiglia sono molto di più di quelli che si riescono a dare in adozione; allo stesso tempo, esistono liste di attese lunghe per le famiglie in attesa di adozione. L’iter burocratico per adottare un bambino è lungo e complesso: in esso rientrano decisioni molto delicate che ricadono in mano sia a enti pubblici sia a singoli soggetti privati.

Se la procedura per l’adozione di un minore italiano (vale a dire nazionale) è, tra virgolette, più semplice, quella per i minori stranieri richiede diverse procedure, e si complica moltissimo: è accessibile, previa idoneità riconosciuta dal Tribunale per i Minorenni, attraverso l’intermediazione di alcune agenzie autorizzate. Queste agenzie affiancano gli aspiranti genitori nel corso di tutta la procedura, mettendosi in contatto con i Paesi di provenienza del minore straniero. Le agenzie, a loro volta, sono controllate dalla CAI (Commissione per le Adozioni Internazionali).

E’ proprio sulle adozioni internazionali che ci concentreremo oggi.

Secondo i dati, le domande di disponibilità per l’adozione di minori stranieri in Italia, nel 2021 sono state 2.020 (+6% in un anno, ma -18% rispetto al 2019). I minori effettivamente adottati in Italia nel 2021 sono stati 680: è uno dei numeri più bassi registrati nel nostro Paese (anche se il dato più basso in assoluto si è registrato nel 2020, quando i minori stranieri adottati sono stati 669). I numeri sono quindi dimezzati rispetto al 2019, in cui le adozioni di minori stranieri erano state 1205.

Nel 2021 nessuna regione conta più di cento coppie adottive e i valori più alti si registrano in Lombardia (76), nel Lazio (58) e in Toscana (55). Nel 2021 la motivazione dell’abbandono incide sul 62,6% degli adottati, mentre il 22,5% è stato adottato a seguito della revoca della responsabilità genitoriale dei genitori biologici. Nel 9,7% si è verificata una rinuncia alla genitorialità da parte dei genitori biologici; nel 2,6% si tratta di minori orfani.

All’autorizzazione all’ingresso del minorenne straniero a scopo adottivo, l’età dei coniugi nel 2021 raggiunge un’età media di 48,1 anni per gli uomini e 46,2 anni per le donne. Tra le coppie adottive del 2021, gli uomini con laurea sono il 45,2% -contro il 41,6% del 2020- e le donne il 52,4% -esattamente come nel 2020.

I numeri sembrano quindi confermare una tendenza che, nel nostro paese, pare inarrestabile: il drastico calo sia di domande di adozione che di adozioni effettive. Basti pensare che nel 2001 vennero adottati ben 3.915 bambini stranieri, quasi sette volte il numero registrato nel 2021.

Come mai nel nostro Paese si adotta sempre di meno?

Una delle cause, in questi ultimi due anni almeno, pare da attribuire alla pandemia di COVID-19: i numeri delle adozioni internazionali, relativi agli anni 2020 e 2021, risentono ancora delle difficoltà globali, date dalle limitazioni alla libertà di movimento delle persone e in taluni casi, dalle politiche di lockdown, messe in atto dai molti Paesi per contrastare la diffusione del virus.

Il rapporto della Commissione per le adozioni internazionali relativo al 2021 afferma che nonostante il leggerissimo aumento (+7%) dell'ultimo anno, “i numeri restano lontani da quelli registrati nell'ultimo anno pre-pandemia”.

Complici anche le tempistiche, talvolta lunghissime, per il completamento delle pratiche: il periodo necessario per completare il percorso adottivo è andato via via crescendo nel corso degli anni. Nel 2021 si trattava di 52 mesi a fronte dei 47 mesi del 2020. Oltre alle tempistiche c’è da aggiungere che l’iter burocratico che sta alle spalle di un processo di adozione è, in tutti i casi (ma soprattutto in quello riguardante le adozioni internazionali) gravosissimo: ogni guida che si ritrova online su come muoversi per adottare un minore straniero è lunga svariate pagine.

Un altro fatto che incide sul calo delle adozioni di minori internazionali è il costo legato a tale pratica: in Italia attualmente per concludere un percorso di adozione internazionale occorrono circa quindicimila euro (anche se questi costi sono dilazionati nel tempo e sono molto minori rispetto ai costi da sostenere per, ad esempio, la fecondazione assistita). In alcuni casi, a volte, il costo del completamento del percorso possono sfiorare anche i 50.000 euro.

Come in premessa, i bambini che hanno bisogno di una famiglia sono molti di più di quelli che si riescono a dare in adozione e non tutte le persone che hanno il desiderio di adottare possono avere accesso alle pratiche di adozione. Non parliamo solo di coloro che non possono permettersi di sostenere le spese dell’iter di adozione (alcune cifre sono riportate sopra) ma anche di diverse categorie che vengono escluse a prescindere dalle pratiche di adozione. Si tratta delle persone single, delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali.

In passato, in via eccezionale, ci sono stati episodi di decisioni del Tribunale che hanno parzialmente aperto alla possibilità di adozione da parte dei single: nel 2005, per esempio, la Corte Costituzionale approvò l'adozione di una bambina bielorussa che necessitava di immediate e urgenti cure mediche da parte di una donna italiana che aveva instaurato nel tempo un rapporto consolidato e profondo con la piccola. La deroga del Tribunale può quindi avere effetto in alcuni casi eccezionali: quando tra il single e il minore straniero orfano di entrambi i genitori ci sia un profondo rapporto di affetto e stabilità preesistente alla morte dei genitori; quando un minore ha difficoltà ad essere adottato, a causa di caratteristiche fisiche, anagrafiche, di salute e quando il Paese d'origine del minore autorizzi l'adozione da parte dei single. Per quanto riguarda, invece, le altre due categorie di coppie che vorrebbero avere accesso all’adozione, non vi sono casi o precedenti legislativi che si possano utilizzare come esempi di eccezioni.

Le coppie di fatto non hanno accesso agli iter di adozione, perché uno dei requisiti è quello di essere sposati da almeno 3 anni (e, se si è sposati da meno di 3 anni, bisogna provare la coppia ha convissuto per almeno 3 anni prima di convolare a nozze).

Per quanto riguarda le coppie omosessuali, la situazione si complica ancora di più: nonostante il matrimonio egualitario sia ufficialmente riconosciuto dal 26 maggio del 2020, la legge italiana non prevede che una coppia dello stesso sesso possa adottare un bambino nel nostro Paese. Nonostante i vari tentativi delle associazioni LGBTQ+, vi è una forte opposizione da parte della classe politica alla possibilità di aprire a numerose coppie desiderose di adottare minori stranieri, la possibilità di farlo.

La situazione, quindi, è alquanto complicata: a fattori socio-economici si uniscono anche fattori che riguardano la politica e i diritti fondamentali che andrebbero garantiti a ogni persona.


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