Alessandro: un ragazzo perbene vittima di un complotto di famiglia

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Fonte Immagine: laRepubblica

Si sono svolti i funerali del 13enne a Gragnano, in lutto per la tragica vicenda. Se indagati per istigazione al suicidio.

Chiostro di Sant’Agostino, Gragnano ore undici la città in lutto, con ogni attività sospesa dalle 10 alle 14 così come voluto dal sindaco Nello D’Auria e dalla comunità intera; poi il dolore dipinto sui volti dei familiari per una morte inspiegabile.

Sembrava un incidente, il ragazzo si sporge dal quarto piano per sistemare un cavo della televisione; cade, un tonfo, le urla dei vicini e lo sgomento di tutti. Ma le cose non sembrano essere andate così, dalle indagini emerge un’altra verità si parla di istigazione al suicidio e di cyberbullismo; sei gli indagati due maggiorenni e quattro minorenni; a capo dei bulli la sua ex fidanzatina.

Alessandro, un ragazzo come tanti e come tanti sottoposto agli stress di una vita già da grandi; l’amore per un’altra ragazza eun rifiuto che gli costa la vita. La sua ex fidanzatina, non lo accetta quel rifiuto e scatta la feroce vendetta «Ti devi ammazzare»; poi le ultime parole di Alessandro, di quel ragazzo di buona famiglia e senza grilli per la testa: «Tra poco toglierò il disturbo».

Questi al momento i fatti …

La morte è sempre tragica, soprattutto quando si tratta di un giovane ragazzo; e purtroppo di morti così in questi anni ce ne sono state tante. In Italia si registrano ogni anno circa quattromila morti per suicidio. Molti di più i casi di tentato suicidio, che determinano sempre gravi conseguenze, fino purtroppo alla morte di tanti poveri malcapitati.

Di bulli se ne parla da anni, ci sono sempre stati e sempre ce ne saranno, appartengono a ogni classe sociale, sono democraticamente bipartisan, rientrano tranquillamente nelle classi abbienti, nel ceto medio ed in quelle popolari, non fanno alcuna distinzione di ceto e censo. Il minimo comune denominatore è la preda, ragazzo e/o ragazza tranquilla o con problemi di socialità.

Basta poco per attirare il branco verso il più debole e il gioco è fatto. L’oggetto dei loro perversi desideri, non denuncia, teme oltremodo la riprovazione sociale e dei sui aguzzini, lasciandosi così condurre in un angolo da dove difficilmente riuscirà ad uscire.

Oggi il bullismo si è trasformato, prendendo la via del web ed eccolo mutarsi in cyberbullismo, ancora più pericoloso e insidioso; perché l’aggressore approfittando il più delle volte dell’anonimato o della sua presunta forza verbale distrugge l’esangue corazza che riveste i nostri ragazzi, che per lo più oggi vivono sui social una vita liquida. E distruggere la loro immagine social equivale a un suicidio virtuale, un gaming che ben presto si trasforma in realtà.

Sembrerebbe che ad Alessandro pervenissero minacce dall’ex e dai suoi parenti, un complotto di famiglia. La sorella della 14enne e altri consanguinei tra i sei cyber bulli indagati. Uno dei maggiorenni risulterebbe essere stato già denunciato per il pestaggio di un ragazzino di 12 anni.

Figli di due nuclei compatti, gruppetti di ragazzi che si ergevano a piccoli ras, vendicatori di non si sa quale torto inventato e addebitato al “nemico”. La ex fidanzatina di quattordici anni che inseguiva una sua rivalsa insieme, a quanto pare, a sua sorella maggiorenne. Un altro bullo, sedicenne, con suo fratello di diciassette. E ancora un altro diciottenne, stretto da vincoli con le prime due (e con un cugino quattordicenne): che in passato aveva addirittura picchiato uno più piccolo di lui di sei anni. Tutti legati. Tutti vicini, sempre in contatto, concordi: nell’inviare messaggi intimidatori, incrociarlo per strada, fargli temere il peggio, secondo l’ipotesi degli inquirenti, che li accusano, ormai nero su bianco, di istigazione al suicidio.

Tutti contro uno: il fragile e bellissimo Alex, che a tredici anni, nonostante intelligenza e serenità familiare, nonostante una casa accogliente in cui non aveva mai sfogato le proprie angosce, ha deciso di schiantarsi al suolo, giovedì scorso, dal quarto piano del suo palazzo a Gragnano. Pur di sfuggire alla morsa di quei rancori paurosi e sordi, di quando l’adolescenza vira in ferocia.

Questo è accaduto ad Alessandro un ragazzo come tanti, un ragazzo perbene.


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