Arrestata la maga dei promessi sposi: 40 matrimoni fittizi accertati

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Fonte Immagine: pixabay

La banda criminale tramite lo stratagemma dei matrimoni consentiva a migranti non regolari di ottenere il permesso di soggiorno.

È possibile definirla una vera e propria "fabbrica di finti matrimoni" quella guidata da una donna, nota ai giornali come la "maga dei promessi sposi".

Questa tramite lo stratagemma dei matrimoni consentiva a migranti non regolari di ottenere il permesso di soggiorno.

A scoprire la truffa sono stati i carabinieri di Caserta, coordinati dalla DDA di Napoli, che hanno notificato 18 misure cautelari (5 in carcere, 11 domiciliari e 2 obblighi di dimora) tra Napoli e Caserta.

66 gli indagati, oltre 40 matrimoni fittizi accertati tra il 2019 e il 2020, per un giro d'affari di circa 200mila euro.
 
La "fabbrica dei matrimoni" aveva ramificazioni anche ad Avezzano. Questa era capeggiata e composta soprattutto da donne: 13 quelle colpite dai provvedimenti del gip.
 
Al vertice c'era "Zia Maria", al secolo Matilde Macciocchi, conosciuta anche come "a bionda", 61enne residente nel quartiere napoletano di Ponticelli, base operativa di tutto il gruppo. Arrestata anche Antonietta Noletto la factotum del gruppo e i collaboratori Gennaro Di Dato e i due marocchini Nabil El Hazmi e Hisham Metrache, incaricati di reperire gli immigrati, anche nel loro Paese d'origine.
 
Zia Maria intascava fra 5000 e 6500 euro dagli immigrati (perlopiù marocchini e tunisini). In totale, secondo le indagini condotte dai carabinieri, sono state 25 le donne italiane, tra 21 e 49 anni, a sposarsi con stranieri più o meno della stessa età.
 
In alcuni casi è stata fatta solo promessa di matrimonio, che ha validità di 6 mesi, ma consente comunque allo straniero di avere permesso di soggiorno.
 
Le spose erano scelte dalla banda tra ragazze spesso indigenti, come le sorelle Jessica e Francesca Riccardi Catino, 27 e 29 anni, o la 21enne Enrica Russo. Per queste sono sono stati disposti i domiciliari. Le donne hanno contratto più matrimoni, figurando anche come testimoni per altre nozze di comodo.
 
Francesca Riccardi, che lavorava in un bar di Ponticelli, si è sposata cinque volte.
 
Ma non sono mancati casi in cui le ragazze sono riluttanti a sposarsi come i carabinieri hanno potuto ascoltare dalle intercettazioni: in una intercettazione Di Dato dice a zia Maria di "avere tutto pronto" per il finto matrimonio, e di attendere solo la "sposa".
 
L'impresa criminale" della Macciocchi è emerso non solo dalle intercettazioni, ma anche dall'analisi della documentazione per il permesso di soggiorno inviata dai migranti al Commissariato di Ps di Castel Volturno.
 
Gli agenti si sono accorti della falsità dei documenti.
 
Alcuni stranieri infatti hanno indicato come consorte sempre la stessa donna e, inoltre, tutte le richieste sono state avanzate con kit postale presentato nella maggior parte dei casi presso l'ufficio postale di Cercola (Napoli), i prestampati sono stati compilati tutti dalla stessa persona e le residenze indicate sono spesso coincidenti e  ricadono tutte a Mondragone.
 


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