Biden e l’Armageddon nucleare

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La minaccia nucleare ritorna d’attualità dopo i tempi della crisi dei missili a Cuba.

Il Presidente Americano Joe Biden, in piena campagna elettorale e propaganda parla a un evento tenutosi a New York, ragionando a voce alta di una vera e propria minaccia nucleare dai tempi della crisi dei missili a Cuba; affermando che Putin non scherza quando parla del possibile uso di armi nucleari, chimiche o biologiche siano esse tattiche o meno, essendo il suo esercito in difficoltà.

Se le difficoltà dell’esercito russo siano vere o meno, non c’è modo al momento di appurarlo e solo il tempo ci darà certezza della reale situazione; ma nel frattempo l’esercito ucraino avanza conquistando circa 500 km quadrati di territorio dal primo ottobre a oggi e liberando dozzine d’insediamenti nella regione di Kherson.

Di contro l’annuncio propagandistico del presidente ucraino Volodymyr Zelensky non si fa attendere «verrà sicuramente il giorno in cui riferiremo anche dei successi militari nella regione di Zaporizhzhia, in quelle aree che sono ancora controllate dai russi. Verrà il giorno in cui parleremo anche della liberazione della Crimea. Questa prospettiva è ovvia».

Di fatto entrambi gli schieramenti stanno sfoderando le loro armi migliori e più temute tenendo in stallo il mondo, ognuno con la sua propaganda, ognuno con le sue ragioni; siano vere o meno le difficoltà di Putin non c’è dato di sapere, ma di certo la guerra sta mietendo vittime tra gli uomini e le donne ucraine e russe.


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