Carlo III Re, dall'ombra alla corona

post-title
Fonte Immagine: Wikipedia Commons

Il nuovo monarca eletto dopo un’attesa lunga cinquant’anni. Cosa aspettarsi dalla sua reggenza?

Quella dell’ex Principe del Galles ora Re Carlo III d’Inghilterra è una storia più che nota a tutti, visto l’eco mediatico che da sempre caratterizza la sua vita. Ma siamo sicuri di aver visto il “vero” Carlo?

Per molti, il primo ricordo del nuovo sovrano è legato all’annuncio del suo fidanzamento con Lady Diana Spencer nel 1980, all’epoca lui 30enne e lei 19enne timida e impacciata, che alla domanda di un cronista «siete innamorati?» prontamente rispose di sì, mentre Carlo si lasciò sfuggire un laconico «qualunque cosa significhi essere innamorati…». Quello fu lo uno dei tanti tasselli che contribuì ad accrescere intorno all’erede di Elisabetta un’aura di snobismo molto british style che agli inizi degli anni ’80 faceva sembrare la Corona qualcosa di polveroso e stantìo, se contrapposta alla freschezza e ingenuità di Lady D. come amavano chiamarla i sudditi.

E proprio il rapporto con la sua ex e poi defunta consorte è stato il metro di giudizio con il quale si è osservata la vita del Re al microscopio, spesso in evidente difficoltà nel constatare quanto sua moglie fosse amata dai sudditi di tutto il Commonwealth per l’innato carisma e forse anche perché, non essendo cresciuta nei rigidi dettami monarchici, più disinvolta nel mostrarsi per quello che era: una persona come tante. Per anni si è parlato di una gelosia di Carlo nei riguardi dell’empatia che Diana riusciva a stabilire col popolo, sentimento che a detta di molti lo portava ad essere freddo, quasi crudele con la consorte.

Dal primo viaggio come coppia reale in Australia, fino alla famosa intervista rilasciata da Diana nel 1992 che portò la regina a decretare il divorzio tra i due, il matrimonio reale è stato oggetto di gossip e talvolta speculazioni di ogni genere, che avevano però un unico filo conduttore: Carlo era anaffettivo e fedigrafo, e la Corona Britannica aveva posto sul’altare del sacrificio una ragazza giovane e anticonformista portandola quasi alla pazzia. Tutto vero, anzi, in parte vero, perché se è di agnello sacrificale che stiamo parlando, bisognerebbe considerare che ce ne sono stati due. La sorte non è stata magnanima con Lady D. e il 31 Agosto del 1997 a soli 37 anni la principessa trovò la morte a Parigi in un tragico incidente anche questo analizzato fino allo sfinimento. Si è parlato finanche di complotto, ancora una volta con Carlo e la Royal Family visti come i principali indiziati della fine dell’esistenza della “Regina del popolo”.

La morte di Diana ha però paradossalmente permesso che avvenisse una riconciliazione tra la Corona Britannica ed i sudditi, quando su consiglio di Tony Blair all’ora Primo Ministro, la Regina si mostrò al pubblico in abito nero per rendere omaggio alla defunta madre dei suoi nipoti, ricordandone le qualità umane e onorandone la memoria con i funerali di Stato. Si può dire che da lì in poi la Casa Reale e la popolazione inglese abbiano intrapreso un percorso di riappacificazione, culminato nel 2005 quando col beneplacito di Elisabetta II Carlo ha potuto sposare Camilla dopo che la Regina aveva concesso loro una sorta di indulgenza plenaria in quanto capo della Chiesa Britannica.

Il resto è storia, William e Kate, Harry e Meghan, la folla in delirio: più che sudditi fans. Negli ultimi vent’anni la Casa Reale d’Inghilterra ha saputo raccogliere l’eredità che in qualche modo lady D. ha lasciato soprattutto a William ed Harry e cioè se vuoi che la gente ti ami devi mostrarti per quello che sei, quindi via il velo di austerità monarchica, benvenuta normalità.

Quest’aria di cambiamento ci ha permesso non solo di apprezzare umanamente i componenti della Royal Family, ma di vedere Carlo sotto un altro aspetto. E’ così venuta alla luce la storia che riguarda il Re dall’infanzia a prima di Diana, un’infanzia fatta di doveri, all’ombra di una madre che ricopriva un ruolo tanto importante e che la portava pertanto ad essere assente, un padre molto severo che volle per lui, appassionato di arte e natura, un’istruzione militare tarpando le ali alle sue ambizioni, portandolo ad essere deriso e bullizzato dai compagni di scuola per la sua scarsa prestanza fisica. Anche per le questioni sentimentali, il futuro Re ha dovuto chinare il capo al protocollo, che vieta il matrimonio tra un’erede al trono e una persona divorziata, rinunciando a quello che poi si è rivelato essere l’amore della sua vita, Camilla e a sposare Diana Spencer, e questo a conti fatti ci fa vedere quanto appunto gli agnelli al sacrificio fossero entrambi.

La lunga attesa per ascendere al trono ha permesso a Carlo di coltivare i suoi interessi per anni repressi dalla rigida disciplina di corte. Il Re infatti è da considerarsi un antesignano per quanto riguarda i problemi che riguardano la salvaguardia del Pianeta. Già negli anni ’70 Carlo parlava di crisi ambientale e dagli anni ’80 ha speso energie nella promozione dell’agricoltura bio, tanto da creare, a un certo punto un proprio marchio di cibo biologico tutt’ora in vendita nel Regno Unito. Per oltre 35 anni, prima della vendita avvenuta nel 2020, l’allora Principe Carlo era stato proprietario di oltre 400 ettari di terreni presso la sua dimora nel Gloucestershire. Proprio questi terreni sono serviti a produrre cibo biologico sotto il marchio Duchy Originals, poi divenuto Waitrose Duchy Organic con cui è noto oggi. Il marchio Duchy Originals era stato voluto proprio da Carlo d’Inghilterra nel 1990 come strumento per la vendita degli alimenti biologici prodotti nei terreni della tenuta di Highgrove House. L’ormai Re Carlo III d’Inghilterra si è sempre schierato a supporto dell’agricoltura biologica tanto da lanciare e proporre alle realtà economiche un proprio piano d’intenti dal nome Terra Carta, pensato per una economia più sostenibile e attenta alle esigenze dell’ambiente piuttosto che del solo profitto. La chiave dell’agricoltura per Carlo III? Restituire alla terra più di quanto si preleva.

Dobbiamo assicurarci che l’utilizzo della terra non sia mirato solo alla produzione di cibo ma che dia spazio agli habitat per la fauna selvatica. Impresa sostenibile e impresa economicamente redditizia vanno di pari passo” ha detto, concludendo che le attività agricole in Gran Bretagna “dovranno sapersi adattare per prosperare in periodo di cambiamento climatico”. Bisogna però tenere presente che in quanto sovrano Carlo sarà chiamato ad essere super partes per quanto concerne i temi di interesse mondiale, non interferendo o influenzando in alcun modo l’opinione pubblica e la politica nazionale, aspetto questo forse poco gradito al nuovo Re se pensiamo a quando, il 1 Luglio del 1969 alla sua incoronazione come Principe del Galles, tenne un discorso in lingua gallese e sposò apertamente la causa dei sudditi del Galles che erano in netto contrasto con la Corona Britannica, scatenando le ire della Regina Elisabetta.

Staremo a vedere come il Re sceglierà di condurre la sua reggenza, che sicuramente si annuncia con un occhio di riguardo verso le problematiche di carattere sociale e salvaguardia del Pianeta.


RIPRODUZIONE RISERVATA
© Copyright Corriere della Campania


Commenta