Carlo III: rischio secessione per Scozia, Galles e Irlanda

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Fonte Immagine: laRepubblica

Dopo la morte di Elisabetta II il malcontento si fa sempre più forte.

Il nuovo Re sarà oggi a Edimburgo, domani a Belfast e venerdì a Cardiff, accompagnato dalla Regina Consorte Camilla, in un viaggio nelle tre regioni che minacciano una secessione. La Scozia punta su un referendum per l’indipendenza entro il 2023, mentre nell’Irlanda del Nord gli indipendentisti dello Sinn Fein hanno vinto le ultime elezioni e cercano una riunificazione con la Repubblica d’Irlanda, in Galles un quarto della popolazione è favorevole a separarsi dalla Gran Bretagna; a questo si aggiunge l’antipatia che il nuovo sovrano sembra suscitare nei sudditi di tre quarti del suo regno.

Difatti, il Regno Unito è composto da quattro nazioni: l’Inghilterra, la Scozia, L’Irlanda (suddivisa a sua volta in Nord e Sud) e il Galles, e se i propositi scissionisti si avverassero, il nuovo Re si ritroverebbe a fronteggiare una crisi che metterebbe in discussione la sua stessa reggenza.

Lo scopo ufficiale della visita è incontrare i leader locali per ricevere le condoglianze per la morte di Elisabetta. A Edimburgo, inoltre, Carlo presenzierà alle prime funzioni di solenne cordoglio davanti alla bara della Regina. Ma non è un caso che ad accompagnarlo ci sia la Prima ministra Truss e che, subito dopo l’incontro di rito nella capitale britannica con i leader del Parlamento, il Re concentri l’attenzione sulle regioni  in cui serpeggiano da tempo sentimenti antimonarchici.

In Scozia, dove il re incontrerà la premier del governo autonomo locale Nicola Sturgeon, c’è affetto per Elisabetta, anche per il forte legame che la sovrana ha sempre avuto con Balmoral, ma non lo stesso rispetto per il suo successore. In maggio, un sondaggio ha rivelato che solo il 45 per cento degli scozzesi è favorevole a mantenere la monarchia (contro il 60 per cento in tutto il Paese) e il 36 per cento pensa che la morte della regina sarebbe il momento giusto per diventare una repubblica.

In Irlanda del Nord, dove Carlo avrà incontri sia con i leader indipendentisti che con gli unionisti, perfino tra questi ultimi c’è scarso entusiasmo per Carlo: “Preferirei che dopo Elisabetta fosse arrivato sul trono William”, dice all’Observer Carol Irwin, dopo avere deposto una corona di fiori a un murale sulla regina nel quartiere protestante e filo-britannico di Belfast. L’ipotesi di un referendum per la secessione dal Regno Unito cresce anche in Irlanda del Nord. In Galles ancora non si parla di referendum per l’indipendenza, ma l’antipatia per Carlo è assai diffusa, nonostante il suo titolo ufficiale fino a quando è salito al trono (ora passato al figlio William), fosse appunto di principe “di Galles”. Tanto è vero che nei giorni scorsi è stata lanciata una petizione per abolire il titolo in quanto tale, perché viene visto come una storica forma sottomissione all’Inghilterra. Se la secessione di Scozia e Irlanda del Nord fosse un successo, il Galles potrebbe essere tentato di seguirne l’esempio. La strada per evitare di ritrovarsi re di un Regno Disunito è dunque tutta in salita per Carlo III.


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