Crisi di Governo, cosa succede a sovvenzioni e Superbonus?

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Fonte Immagine: Fanpage

Senza accordi politici, i programmi di finanza pubblica sono limitati a quanto già ratificato senza spazi per finanziare nuovi interventi.

Con la crisi di governo è un rebus la vigilia del nuovo decreto anti-rincari, pur se ha le risorse per essere finanziato, senza bisogno di scostamenti di bilancio, in quanto manca una coalizione politica per formulare le scelte cruciali. Il decreto, quindi, potrebbe limitarsi a una proroga degli sconti fiscali esistenti o appena scaduti come i crediti d’imposta per imprese energivore e gasivore, piccole imprese e carburanti.

Per misure più ambiziose, come quelle chiamate a replicare gli interventi per aumentare il potere d’acquisto delle famiglie a redditi più bassi o a innalzare le soglie del bonus sociale per le bollette, servirebbe un’intesa tutta da costruire. Senza interventi, anche gli sconti da 30,5 centesimi al litro su benzina e gasolio cadrebbero il 21 agosto.

All’orizzonte vi sono, poi, altri problemi, a partire dalle riforme cruciali del Pnrr, alla necessaria programmazione di finanza pubblica, passando fra incognite energetiche, tassi in rialzo (ieri il BTp decennale rendeva come l’omologo titolo greco) e aumento dell’inflazione.

Senza un governo nel pieno delle sue funzioni il programma di bilancio da inviare a Bruxelles a metà ottobre dovrà limitarsi a certificare l’esistente, senza costruire gli spazi fiscali per nuovi interventi. L’obiettivo minimo dell legge di bilancio è riuscire quantomeno ad evitare un esercizio provvisorio non improbabile in caso di elezioni a ottobre. Per quanto agli sgravi fiscali tramontano le prospettive di nuovi interventi su Irpef, Irap o sulla riforma dell’Iva.

Problemi anche per un’altra riforma delle pensioni, senza la creazione di nuovi meccanismi di flessibilità in uscita. Senza nuove misure dal 1° gennaio tornerebbe pienamente in vigore la legge Fornero del 2011.

Fra le questioni congelate nel freezer della crisi c’è poi l’eterna partita del Superbonus. La discesa verso «gli incentivi meno generosi» evocati da Draghi è già scritta nell’ultima legge di bilancio, votata anche dai Cinque Stelle e dal centrodestra (ex) di governo, ma ci sarebbe da «tirar fuori dai pasticci» i titolari di crediti d’imposta bloccati. Anche per questo sarebbe utile un governo.


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