Crisi, guerra e vacanze: un’estate “mordi e fuggi”

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Fonte Immagine: Il sole24ore

Vacanze tra risparmi e preoccupazioni per gli italiani: brevi e poco care. Si affollano outlet e centri commerciali: più consumatori, ma responsabili. I saldi estivi sono un mini-successo post pandemico.

L’estate italiana delle spiagge affollate e del caldo afoso trascorre lenta, stretta nella morsa della guerra e dei rincari ad essa connessi. Due sciacalli braccano l’economia italiana: da una parte i profondi strascichi della pandemia, che ancora fa sentire i suoi effetti su società ed economia, e la crisi generale innescata dal conflitto russo-ucraino. E sono proprio questi due spettri a perseguitare la tranquillità degli italiani, anche sotto l’ombrellone. Le vacanze del 2022 si chiamano “mordi e fuggi”: brevi, poco dispendiose e soprattutto non troppo lontane.

Secondo un’indagine di Confcommercio e Swg l’88% dei 28 milioni di italiani che andranno in vacanza, resterà in Italia, mentre il restante 12 % viaggerà in Europa. In pochissimi si allontanano oltreoceano. A pesare sulle scelte per le ferie sono l’angoscia legata ai picchi altalenanti dei contagi e la paura di un autunno misterioso, avvolto dalla nebbia dei rincari energetici ed alimentari, prodotti freschi della guerra, e delle elezioni politiche. In molti, non a caso, hanno ceduto e sacrificato le vacanze per ottimizzare le spese, proprio in vista di un nuovo anno difficile. A giugno, infatti, si prevedevano 16 milioni di partenze, che poi a luglio sono diventate 12. Perdipiù ai viaggi lunghi, da almeno una settimana, sono stati preferiti i viaggi di media e breve lunghezza, da 3 e 5 giorni.

In queste circostanze, purtroppo, si evidenziano le difficoltà che sta generando il conflitto in corso in Ucraina e quanto il coinvolgimento dell’Italia in guerra stia pesando sulla vita quotidiana degli italiani. Le bollette sono e saranno più salate, presto aumenterà il costo anche dei generi alimentari più strettamente necessari. A questi già manifesti punti di rottura si associano altre questioni che attanagliano “il bel paese”: la siccità che mina la produzione regolare del settore agricolo, con un aumento dei prezzi connesso, e la critica situazione politica, destinata -forse- a svanire solo con le elezioni autunnali. E così i budget degli italiani per le vacanze si sono assottigliati ulteriormente: dai 541 euro previsti a giugno, si arriva ai 475 di luglio destinati alle vacanze di media durata.

Tutti questi eventi hanno contribuito ad accrescere il cosiddetto “indice di incertezza” che individua il rapporto tra le circostanze politiche-finanziarie attuali e le reazioni di consumatori e investitori. L’intenzione è di quantificare la percezione di sicurezza o meno delle famiglie italiane. Questo dato è salito «del 21,1 per cento nella media dei primi due mesi del 2022 rispetto al quarto trimestre del 2021, ma è destinato ad aumentare ancora», come si legge in una relazione a proposito delle conseguenze della guerra sull’economia italiana a cura degli economisti Pasquale Capretta e Stefano Di Colli su Lavoce.

Tra tutte queste criticità, dalle indagini di mercato provengono anche alcune notizie confortanti che fanno tirare un sospiro di sollievo. La preparazione alle vacanze, infatti, ha fatto registrare una maggiore affluenza nei centri commerciali per la caccia ai saldi estivi. Anche se non si raggiungono i numeri del 2019 -visto che si parla del 21% di clienti in meno-, quando la pandemia era solo una trama distopica inimmaginabile, il trend è senza dubbio positivo. Gli incassi maggiori sono stati registrati nei centri commerciali, mentre le statistiche legate all’affluenza negli outlet sono ancora molto inferiori rispetto al pre-pandemia. Si parla, infatti, del 28,3% rispetto al 2019 e 1,8% rispetto al 2021. Il vice-presidente dell’associazione dei centri commerciali, Gaetano Graziano, ha ben fotografato la situazione, sostenendo che «la situazione politica, la guerra in Ucraina e l’epidemia ancora in corso hanno inciso negativamente soprattutto sugli outlet mentre i centri commerciali sono in netta ripresa rispetto all’anno scorso, ciò significa che le famiglie italiane fanno acquisti più ragionati ed economici sempre perché non si sa cosa riserva il futuro».

Le parole chiave, dunque, alla base dello stile di vita degli italiani nel 2022 sono “risparmio” e “prevenzione”. Le preoccupazioni legate agli sviluppi incerti della guerra in Ucraina costringono chiunque a mettersi al riparo: meglio essere pronti ai rincari delle bollette e dei generi alimentari, meglio prepararsi all’intensificarsi della crisi energetica. Dall’altra parte le ondate di positivi e l’alone di mistero e confusione delle prossime elezioni non fanno altro che inquietare maggiormente la popolazione.

Le vacanze, insomma, sembrano di questi tempi essere un rituale, una scelta convenzionale, visto che anche sulla spiaggia lo spettro delle critiche prospettive future si avverte sensibilmente. Anche se il senso delle vacanze può anche essere questo: illudersi per qualche giorno che i problemi non esistano e che presto si risolveranno da soli. E così trascorre l’ennesima estate italiana fatta di lacrime più che di sorrisi.


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