Destra pronto il programma, M5S in piena bagarre

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Fonte Immagine: Il post

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Non ci sono dubbi sul fatto che questa estate 2022 continuerà ad essere particolarmente calda non solo dal punto di vista meteorologico ma soprattutto politico. Quello che infatti ci prepariamo a vivere dal punto di vista politico è potenzialmente una delle campagne elettorali più dure e divisive della storia della repubblica italiana. Un agosto rovente in tutti i sensi dal punto di vista politico con una campagna elettorale che in seguito all’ accordo raggiunto proprio ieri  tra PD e Azione di Calenda, dopo giorni trascorsi tra  reciproche schermaglie viene a caratterizzarsi in termini di una pronunciata bipolarità. Bipolarità che fa sì che tutto quello che resta fuori dai 2 poli della sinistra e della destra sembra destinato ad una presenza solo marginale nella contesa elettorale.

Ladestra: il programma e il toto ministri.

Una volta ritrovata l’intima coesione interna e raggiunto con gli sforzi reciproci di tutte le 3 forze politiche d l’accordo sulla ripartizione dei collegi uninominali, per il polo di centro-destra è arrivato il momento della delineazione dei programmi fino a spingersi verso la scelta dei ministri che andranno a costituire la futura compagine governativa in caso di successo elettorale.

Per quanto attiene al programma di governo il polo si richiama ai principi storici del suo attivismo politico concentrando gli obiettivi programmatici nella diminuzione del peso fiscale e nello snellimento della macchina burocratica. Flat Tax e pace fiscale, tematiche da sempre a cuore della Lega di Salvini, continuano a rappresentare i punti cardine del programma, nel quale trovano spazio la riforma in chiave presidenziale dell’apparato statale e l’adeguamento del PNRR alle rinnovate esigenze del paese. Una sintesi in piena regola delle posizioni delle 3 forze politiche sgombrando il campo, fin da subito, da presunti dubbi sul futuro atteggiamento in politica internazionale argomento sul quale la sinistra non mancherà di affondare il dito nel corso della campagna elettorale soprattutto richiamandosi alla figura di Giorgia Meloni.

Nessun terzo polo e l’incognita Cinque Stelle.

Non c’è dubbio che l’accordo raggiunto ieri tra Letta e Calendaabbia determinato  una serie di conseguenze immediate nello scenario politico globale sancendo l’ennesimo aborto di un polo di centro , quello auspicato da Renzi e condannando a una forzata  terzietà il M5S di Conte che oggi come sembrerebbe ormai definitivamente abbondato alla sua scomparsa politica.Tantissime  le difficoltà infatti  si preannunciano in questa campagna elettorale  per  l’ex premier Conte chiamato a tenere insieme un partito che sembra irrimediabilmente allo sbando e ben lontano dall’ immedesimare quel polo laburista che nelle intenzioni del ex premier doveva nascere  dalle ceneri del movimento di protesta artefice del  trionfo elettorale delle passate consultazioni elettorali. Un movimento politico che potrebbe giocarsi l’ultima carta per risalire la china con il ritorno di Di Battista.


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