Devianza

post-title
Fonte Immagine: Repertorio

Chi, cosa, quando perché e prevenzione

La fase adolescenziale è spesso caratterizzata da eventi critici, dovuti ai var cambiamenti, allo sviluppo, alla ricerca di sé stessi, che spesso scombussolano la quotidianità dell’adolescente.

Alcuni adolescenti reagiscono a questi conflitti interiori mettendo in atto dei comportamenti devianti: uso di sostanze stupefacenti in crescita, violenze di gruppo, vandalismo, furti, fenomeni di micro-criminalità.

Galimberti definisce la devianza come un comportamento che si allontana, in modo più o meno pronunciato, dai modelli sociali dominanti […], non riferendosi solo all’inosservanza delle norme penali, ma anche alle regole generalmente accettate dalla società civile.

Chi mette in atto questi tipi di comportamento conosce la norma, la sua imperatività, ma decide comunque di violarla.

I vari studi e le ricerche fatte negli anni, da sociologi, psicologi, esperti in criminologia, ha evidenziato diverse categorie di adolescenti, diversi tipi di fattori di rischio, sottolineando che non c’è una causa o un rapporto diretto tra situazioni e comportamento deviante, ma un’interazione che va a considerare diverse variabili, tra cui la presenza di fattori protettivi.

Giovani scolarizzati, appartenenti anche a ceti medi, che crescono con un vuoto esistenziale, cercando di trovare un’autoaffermazione, mettendo in atti comportamenti che prevedono abuso di potere, di forza, nei confronti di chi ritengono più debole; i reati commessi sono spesso legati all'accesso a divertimenti e possono essere violenze di gruppo, violenze sessuali, il bullismo. Tutto viene distrutto, nulla viene riconosciuto, nulla viene visto, analfabetismo emotivo e affettivo.

Adolescenti che appartengono a ceti bassi, che cercano violando la legge, un riconoscimento come vittime di un sistema che non gli ha dato abbastanza per raggiungere gli stessi traguardi che sono accessibili agli altri. Non viene tramandato loro soprattutto se la cornice ambientale e familiare nella quale crescono segue la stessa scia comportamentale, lo spirito di sacrificio, il trovare la forza, migliorare le proprie capacità, utilizzarle al meglio. Viene insegnato loro di seguire una strada più facile, ruba, truffa, inganna, e se ti beccano, la colpa, appunto non può essere solo tua.

Famiglia, scuola, gruppo dei pari, ambiente circostante hanno una stretta relazione con questo tipo di comportamenti.

La famiglia potrebbe non fornire adeguate risorse educative e pedagogiche, rendendo difficile la costruzione delle relazioni esterne soprattutto con le istituzioni. Famiglie invischiate altamente nella vita dei vigli, con conseguenti reazioni di ribellione; genitori poco sensibili alle problematiche e che tendono a deriderle, banalizzarle, prenderle sotto gamba, facendo sentire un vuoto e un’incomprensione ulteriore, emotivamente più difficile da accettare, se la stessa fosse venuta dall’esterno. Punizioni non ben definite, date in tempi sbagliati, senza una spiegazione, senza rapportarla alla regola che è stata infranta. Parole e comunicazioni inesistenti.

Famiglie già problematiche con situazioni di alcooldipendenza, tossicodipendenza, appartenenza alla criminalità, anche organizzata, trascuranti, abusanti o maltrattanti.

All’interno degli istituti scolastici nascono i primi rapporti extrafamiliari, importantissimi per la propria crescita, ma anche il primo luogo in cui vengono messe in atto le regole imparate a casa e vengono apprese ulteriori norme. Il mancato confronto con le autorità, la libertà momentanea dai genitori, la voglia di dire e di fare, e del non sentir rispettati i propri ritmi, l’essere identificati con voti e giudizi, l’inadeguatezza degli istituti. Questi sono

molto dei motivi ai quali gli adolescenti reagiscono, anche per protesta, in modo non idoneo, non rispettando le regole e non considerando che la società gli offre invece tanti mezzi per farlo senza creare danni.

Ed è qui che entrano in gioco i gruppi dei pari. Essi sono caratterizzati da un insieme di norme che vengono rispettate dai componenti, in caso contrario l’espulsione, l’isolamento è alla base della punizione prevista.

Il riconoscimento da parte del gruppo è fondamentale per l’adolescente che sta cercando sé stesso in questo mondo e vuole qualcuno con cui condividere valori e credenze, e ciò vale anche se il gruppo ha fatto sue norme devianti, atti vandalici al consumare sostanze stupefacenti dal compiere bravate ad azioni di microcriminalità.

La definizione di gruppo deviante, riconosciuta di suoi membri, la renderà l’identità del gruppo e di chi ne fa parte.

Tutto ciò avviene nella grande cornice dell’ambiente circostante, spesso le periferie, le zone extra urbane, in cui sono presenti tantissime bande giovanili. Zone in cui il tasso di scolarizzazione è molto basso, la criminalità regna. I quartieri, le periferie.

Si può sconfiggere tutto ciò? Non c’è bacchetta magica che tenga, l’erba cattiva si pensa che non muoia mai, ma la psicologia, in accordo con altre scienze, ricorda quanto la prevenzione all’interno delle scuole, tramite associazioni che possono organizzare eventi nelle zone a maggior rischio, formazione continua di docenti e educatori, l’aiuto alla genitorialità, sono percorsi fondamentali che potrebbero accendere luci di speranza, riempire vuoti esistenziali, dare amore e stringere in forti abbracci.


RIPRODUZIONE RISERVATA
© Copyright Corriere della Campania


Commenta