Truffa a Casal di Principe: LSU pagati senza lavorare, indagati sindaco e giunta

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Fonte Immagine: Internapoli.it

Denuncia dell’ex segretario comunale Virginia Terranova. Prestazioni pagate ma non eseguite da LSU.

Lavoratori socialmente utili retribuiti, ma prestazioni mai corrisposte. Alcune irregolarità sono state rilevate dall’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli Nord. I Carabinieri della compagnia di Casal di Principe (Caserta) stamattina, 3 agosto 2022, alle prime ore del giorno hanno effettuato 33 perquisizioni domiciliari nei confronti di alcuni dipendenti del Comune di Casal di Principe, compreso il sindaco  Renato Natale. È disposto il sequestro complessivo di circa 168.000 euro.

L’inchiesta diretta dalla Procura di Napoli Nord interessa in particolar modo la gestione dei Lavoratori Socialmente Utili da parte dell’amministrazione comunale. Le indagini sono partite dopo le numerose segnalazioni dell’ex segretario comunale Virginia Terranova.

Si indaga su un’ipotesi di un’anomala programmazione e registrazione del servizio e su illecite retribuzioni corrisposte. Durante le indagini è stato scoperto che l’amministrazione ha erogato in modo illegittimo somme di denaro per ore di lavoro mai prestate. Le ore in questione venivano comunicate dagli stessi lavoratori ai loro referenti, ma non vi era alcun controllo effettivo sia della presenza che delle prestazioni rese. Inoltre, mancava una pianificazione delle attività.

Durante le indagini i Carabinieri hanno scoperto che un dipendente comunale, pur producendo certificazione medica, lavorava in un bar e un altro che, pur essendo in pensione, continuava a prestare servizio negli uffici comunali venendo retribuito.

Le accuse sono: truffa aggravata ai danni dello Stato, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, false attestazioni per dipendenti delle amministrazioni pubbliche e abuso di ufficio i reati contestati a vario titolo dalla procura.

Oltre al sindaco Natale sono indagati anche altri esponenti della sua giunta comunale. Il sindaco commentando l’accaduto afferma:  «La magistratura fa il suo dovere  e io sono sereno e convinto che le indagini di Procura e carabinieri accerteranno che non abbiamo commesso reati».

Ci sono il sindaco Renato Natale e tutta la sua giunta -gli assessori Vincenzo Noviello, Antonio Schiavone, Maria Letizia, Antonio Natale e Marisa Diana- nell'elenco dei 44 indagati coinvolti nell'inchiesta sulla truffa.

Nell'indagine figurano indagati 34 Lsu, di cui 33 destinatari di provvedimenti di sequestro delle somme illecitamente percepite (complessivamente 168mila euro). Si tratta di: Giuseppe Capoluogo di 61 anni; Michele Caterino di 62 anni; Valerio Caterino di 54 anni; Vincenzo Caterino di 61 anni; Luigi Corvino di 61 anni; Pasquale Corvino di 63 anni; Michele Diana di 63 anni; Giuseppe Di Girolamo, 58 anni; Giuseppe Di Filippo, 61 anni; Luigi Ferraiuolo, 69 anni; Nicola Gagliardi, 70 anni; Giuseppe Iaiunese, 58 anni; Vincenzo Iaiunese 55 anni; Romolo Iaiunese 67 anni; Pasquale Iorio 69 anni; Pasquale Massaro 60 anni; Federico Monopolio 59 anni; Mario Paone 67 anni; Leonetti Petrillo 56 anni; Agostino Puocci 65 anni; Biagio Russo 59 anni; Salvatore Schiavone 63 anni; Nicola Vassallo 59 anni; Salvatore Vitale 64 anni; Luigi Arrichiello 63 anni; Carlo Aversano 54 anni; Giuseppe Fontana 63 anni; Elia Pietro Paolo Pignata 66 anni; Mario Quadrano Iavarazzo 53 anni; Francesco Cosimo 68 anni; Vincenzo Pagliuca 58 anni; Giovanni Sarracino 59 anni; Gaetano Simeone 68 anni; Pasquale Martino 65 anni (non destinatario del provvedimento di sequestro firmato dal gip).

Indagati anche i dirigenti Enrico Pignata 56 anni responsabile settore personale e finanziario; Vincenzo Cenname, ex sindaco di Camigliano, 50 anni responsabile del settore ambiente; Giovanni Palmiro Cosentino, 48 anni responsabile del settore affari generali; Francesca Nugnes 40 anni segretaria comunale.

L'indagine, avviata nell'agosto 2019 e conclusasi nel maggio 2021, ha preso le mosse dalla denuncia dalla precedente segretaria comunale in merito alla violazione di norme che disciplinano l'impiego e la gestione degli Lsu da parte degli amministratori e del primo cittadino. Difatti quest'ultimi avrebbero tenuto, secondo gli inquirenti, condotte omissive in merito all'adozione di delibere specifiche omettendo altresì le indicazione dei progetti d'impiego, le aree, gli orari oltre che di provvedere alle verifiche a seguito delle segnalazioni fatte dall'ex segreteria comunale. 

Tali condotte secondo la ricostruzione della Procura avrebbero consentito che gli Lsu pecepissero un'indennità d'integrazione oraria indebita arrecando un danno allo Stato suddiviso per quello in danno all'Inps pari a 450.000 euro e allo stesso comune pari a 305.000 euro.


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