Dopo un anno la sanità irpina vive lo stesso dramma

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Fonte Immagine: Nuova Irpinia

Pronto soccorso a mezzo servizio e medicina territoriale in tilt. Occorrono cambiamenti radicali.

Vincenzo Ciampi, consigliere regionale del M5s denuncia quella che è la situazione della sanità in irpinia.

«L'anno scorso l'ospedale di Avellino non ricoverava dopo le 20, oggi addirittura ha limitato gli accessi ai soli codici rossi. L'anno scorso non si rimpiazzavano i medici di base che andavano in pensione (le famose zone carenti) e oggi la situazione della sanità di prossimità è addirittura additata dai manager degli ospedali come la causa del sovraffollamento dei pronto soccorso (ma chi è causa del suo male...). (...) I finti rafforzamenti degli ospedali di Ariano Irpino e Sant'Angelo dei Lombardi (dove aprono e chiudono a distanza di pochi giorni interi reparti) sono un'ulteriore presa in giro dei cittadini. Lo dicevo lo scorso anno e lo ripeto: la sanità pubblica (quella che Gino Strada  riteneva non sostituibile da quella privata) non può andare in ferie né essere gestita improvvisando.  Il tutto nell'indifferenza di un classe politica indaffarata a rincorrere poltrone: mi aspetto dai soliti noti le nuove promesse elettorali che saranno sistematicamente non mantenute».

Il consigliere continua parlando di quello che definisce un "miracolo al Moscati". Infatti, qui, in poche ore si è passati dalla sospensione dell’accesso al pronto soccorso dell’ospedale di Avellino con l’esclusione dei codici rossi, alla sua riapertura completa.

Vincenzo Ciampi se ne rallegra, ma sottolinea ancora una volta l'urgenza di interventi radicali.

«Accolgo con favore questo improvviso cambio di scenario, ma resto perplesso sulle motivazioni che continua ad addurre la direzione dell’azienda. Non possono essere le ferie del personale a sovvertire le funzioni di un’unità operativa tanto delicata. Non si mette in crisi il sistema dell’emergenza semplicemente perché non si programmano le ferie di medici e infermieri. Fosse così, ci sarebbe da azzerare la catena di comando dell’azienda. Così come non si può addebitare al mancato filtro sul territorio (cioè alla carenza dei medici di base o delle strutture come le case di comunità mai nate) l’afflusso eccessivo presso il Pronto soccorso dei pazienti. Che sia necessario creare un sistema di medicina territoriale è tuttavia essenziale: è stata una grave mancanza di questa giunta regionale disinteressarsi al problema».

Inoltre, il consigliere sottolinea come sia stata una "scelta scellerata" quella di chiudere il pronto soccorso di Solofra, in quanto oggi i cittadini ne pagano le conseguenze.


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