Draghi: «L’economia italiana continua a crescere»

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Fonte Immagine: Repertorio

Il primo ministro annuncia la risalita economica del nostro paese

Nel corso della conferenza stampa, tenutasi nella giornata di ieri, il premier Mario Draghi ha fatto il consueto punto della situazione, toccando e analizzando i diversi punti all’ordine del giorno. Queste le parole del capo di Stato italiano:

«Quando ho letto la lettera ho trovato molti punti di convergenza con l’agenda di governo, quindi l’incontro di oggi con le forze sociali va esattamente in quella direzione. Se mi domandate se il rinvio alle Camere ci saràin caso di mancato appoggio del M5s al governo, chiedetelo al presidente della Repubblica. Nei mesi scorsi ho auspicato un nuovo patto sociale per gestire la fase che attraversiamo e che attraverseremo nei prossimi mesi. Lo scopo del patto è la continuazione della crescita e la protezione del potere d’acquisto per i lavoratori i pensionati e le famiglie. L’economia italiana continua a crescere ma le previsioni sono piene di rischi, prime tra tutte aumento costo della vita. Abbiamo presentato ai sindacati le linee guida su temi chiave come i contratti collettivi e il cuneo fiscale. Abbiamo concordato di rivederci tra due settimane quando il governo presenterà un provvedimento corposo e in quell’occasione, prima di discuterlo in cdm, avremo un altro incontro con le forze sociali. Il governo non è che non ha fatto nulla: abbiamo già fatto molto per famiglie e imprese con interventi da 33 mld. Cifra che una volta era di una-due manovre di bilancio mentre ora sono per mitigare i prezzi per i più fragili. Il governo intende intervenire sul «cuneo fiscale per i lavoratori a partire dai salari più bassi: intendiamo intervenire in maniera decisa grazie agli spazi nella finanza pubblica. Non vogliamo però che aumentino i tassi di interesse. Dobbiamo intervenire per favorire l’occupazione per lottare contro le diseguaglianze che si aggravano gravemente e difendere salari e pensioni e per fare questo occorre essere insieme: serve il coinvolgimento pieno del governo con le parti sociali. La contrattazione collettiva è uno dei punti di forza del nostro modello industriale, non accettabile che alcuni contratti siano scaduti da 3 o 9 anni. Oggi a livello europeo è stata approvata la direttiva sul salario minimo e il governo intende muoversi in questa direzione. Ho già detto che per me non c’è un governo senza M5s e non c’è un governo Draghi altro che l’attuale, questa è la situazione».

 


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