Elvis Presley torna al cinema

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Fonte Immagine: cineblog.it

La storia del re del Rock ‘n’ Roll

La nuova pellicola di Baz Luhrmann, il regista di “Moulin Rouge!” e “Il Grande Gatsby”, è dedicata al solo e unico re del rock ‘n’ roll, Elvis Presley. Già rappresentata sul grande schermo, ad esempio con il film “Elvis, Il re del rock” di John Carpenter e interpretato da Kurt Russell, questa volta la sua vita viene resa partendo dal rapporto con il colonnello Tom Parker, dall’ascesa al successo fino al declino descrivendo la prigione dorata dove è rimasto intrappolato.

Luhrmann riesce a dare un volto all’uomo dietro la leggenda, alla persona con uno straordinario talento, ma alla costante ricerca dell’amore. Vengono approfondite le complesse dinamiche nell’arco temporale di 20 anni, dagli esordi alla fama di Presley, dal rapporto di lui con la famiglia a quello con la moglie Priscilla, dalla formazione del suo mito sino al suo inarrestabile declino, mentre gli Stati Uniti e il mondo cambiavano per sempre, perdendo la loro innocenza e dando luogo a rivoluzioni culturali e sociali senza precedenti.

Lo stile del regista è ben riconoscibile, caratterizzato  da sfarzo e abbondanza di particolari, con imponenti scenografie e costumi sgargianti. Allo stesso modo della pellicola di Gatsby, che venne prelevato dal romanzo di Fitzgerald per essere ricontestualizzato in una versione post-moderna dello stesso racconto, anche per Elvis mira a far emergere l’anima prima che la storia personale utilizzando effetti speciali, virtuosismi e luci espressionistiche. Ma questo non è solo un film esteticamente ricco, infatti l’uso di split screen e di un montaggio frenetico dimostra già nelle prime scene la volontà di essere un’esperienza visiva e sonora unica. La sequenza dove si alternano la scoperta della passione per la musica di Elvis e la sua prima esibizione in abito rosa fa schizzare l’entusiasmo alle stelle.

L’interpretazione dei due protagonisti è poi la chiave che rende la pellicola unica e così intensa. Tom Hanks è il colonnello Parker, eccezionale nel presentarsi sia come figura paterna sia come diabolico manager, mentre Austin Butler nei panni di Elvis è risultato la vera rivelazione. Nonostante il gravoso compito di interpretare una leggenda rimasta nei cuori del suo pubblico, è riuscito a non dar vita ad un’ennesima imitazione del re del rock, ma a una propria interpretazione del suo modo di parlare, di fare, di muoversi.

Il film risulta, anche se con qualche libertà presa nel raccontare le vicende, molto riuscito, portando lo spettatore ad elettrizzarsi nelle scene musicali e emozionarsi guardando la complessa vita di un ragazzo che è arrivato alle stelle portando un nuovo sound nell’America degli anni cinquanta, ma che nonostante la ricchezza e la fama è rimasto intrappolato nelle sue insicurezze, finendo la sua carriera e la sua vita nella prigione costruita per lui, da chi di lui doveva occuparsi.


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