Fame di uguaglianza in tempi di guerra: Come vento cucito alla terra

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Fonte Immagine: amazon.it

La vera storia delle chirurghe che si sono battute per svolgere la propria professione al pari dei colleghi uomini durante la Grande Guerra

Esce oggi, martedì 7 giugno, il nuovo romanzo di Ilaria Tuti a cura della casa editrice Longanesi: Come vento cucito alla terra, un’opera di narrativa storica che ripercorre la lotta al femminile delle prime donne chirurghe a cui era stata preclusa la pratica in sala operatoria, raccontando della forte determinazione che le ha spinte ad aprire un ospedale di guerra, in Francia, nel 1914, interamente gestito da quest’ultime.

Ambientato dunque agli esordi della Prima Guerra Mondiale, il romanzo storico della Tuti ne affronta un aspetto singolare, non eccessivamente portato alla luce dalla narrativa ultima: storie di donne e di uomini vittime di una guerra e delle differenti conseguenze di uno stesso pregiudizio discriminante. Testimonianze di soldati feriti e diffidenti che si vedono perduti e temono la morte perché capitati sotto cure mediche di un personale tutto al femminile, ritrovatisi, invece, a ricredersi. La Tuti porta sotto i “riflettori” in particolare l’esperienza di vita di due donne, attraverso le cui vicissitudini ed emotività, rende i lettori a conoscenza di una realtà concreta ed esistita, da cui ne evidenzia e traccia le distanze culturali, oltre che temporali.

Un latente squarcio di emancipazione in urto con la restrittiva predominanza maschile del secolo precedente, tutt’ora in riga con l’esistenza odierna di un camuffato senso di inferiorità che si riversa nell’utilizzo da parte di alcuni pazienti del termine “signorina” per rivolgersi alle dottoresse.

L'ultimo romanzo della Tuti, dopo il successo di Fiore di Roccia, arriva dritto al cuore del lettore,  facendosi portavoce di un sentimento di riscatto e di speranza, che in questo caso ha mani e cuori di donna, al servizio della cura del prossimo, per il mestiere più filantropo del mondo.

I papaveri rossi popolano la copertina del romanzo, perché simbolo di tenacia e speranza, e con la capacità di fiorireanche sui campi di battaglia. Proprio come è successo a questi grandi medici.


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