Il bullismo

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Fonte Immagine: freepik.com

Protagonisti e contesti fondamentali

Sono sempre più crescenti le notizie di cronaca che riguardano episodi di bullismo tra i giovani e nei quali, spesso, il contesto scolastico è al centro dell’attenzione, essendo per i ragazzi il principale luogo in cui avvengono gli scambi sociali e si formano le relazioni interpersonali.

Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo ed Olweus (1993) ha individuato tre dimensioni basilari: un rapporto di squilibrio di potere tra bullo e vittima; l’intenzionalità delle azioni aggressive, volte a creare un danno fisico e psicologico; la persistenza nel tempo, quindi un arco temporale caratterizzato da queste azioni.

Il bullo può aggredire la vittima in maniera diretta con violenza fisica, o indiretta danneggiando o rubando i suoi oggetti personali, oppure far si che la vittima venga isolata.

Nei tempi recenti si è potuto notare che questa ultima modalità è quella più utilizzata, il bullo infatti manipola il gruppo, elemento fondamentale per rendere nota e chiara la sua elevata posizione sociale, convincendo i compagni ad aggredire o isolare il coetaneo. La strategia è quella di sminuire e spaventare la vittima, distruggere i suoi rapporti d’amicizia, fino a renderla non accettata e apertamente rifiutata.

Con lo sviluppo della tecnologia, isolare qualcuno è diventato facile e all’ordina del giorno. 

Il cyberbullismo, infatti, consiste nel poter commettere bullismo con l’uso dei cellulari, o dei computer, grazie ai social, o alle app di messaggistica istantanea, tutto ciò che permette di inviare foto, video, offese, non solo al diretto interessato, ma di divulgarlo alla più ambia rete. 

L’isolamento che viene a crearsi è deleterio, la vittima non sempre è consapevole di chi si nasconde dall’altro lato dello schermo e per questo tende a nascondersi, visivamente al mondo esterno, per non essere riconosciuta e ulteriormente derisa.

Non sa di chi fidarsi, la paura e la vergogna si insediano in lei, e lo stato di angoscia può comprimerla sempre di più, rendendola impossibile ogni attività sociale. L’andare a scuola diventa terrorizzante, non riuscirebbe più a studiare ma soprattutto a parlarne, spesso per paura di ulteriori ritorsioni.

Infatti gli atti di bullismo non sempre vengono denunciati agli adulti competenti, il numero oscuro è grandissimo e rende difficile intervenire.

La decisione di chiedere aiuto è fondamentale e genera benefici per la salute e spesso riduce la probabilità di ritrovarsi nel ruolo di vittima, aumentando la possibilità di aiutare altre persone.

La scuola è un luogo importante per, gli insegnanti e i dirigenti sono coloro, che possono contribuire al benessere dei propri alunni nel momento in cui viene messo in atto un ascolto attivo, quando le regole sul comportamento appropriato a scuola e nella società sono chiare, corrette e applicate nel concreto. 

In questo modo l’alunno si sente in un luogo sicuro, in cui può essere riconosciuto, ascoltato e aiutato, mai sarà ulteriormente vittimizzato. 

In varie ricerche si è evinto come un clima sicuro all’interno dell’istituto, buone relazioni insegnante- alunno, un legame alla scuola che si frequenta, possono essere fattori che vanno a aumentare la probabilità di avere un miglior benessere psicofisico degli alunni e una minore presenza di atteggiamenti bullizzanti tra coetanei. 

I risultati del bullismo sono chiari agli occhi di tutti, si parte dallo sviluppo dello stress, di forti sensazioni di paura, ansia e angoscia, fino ad arrivare peggio.

Genitori e scuola in questi casi sono i due pilastri. Chiedere, ascoltare, essere aggiornati sulla prevenzione e l’attivazione di una rete di supporto e aiuto idonea è fondamentale per non isolare, categorizzare e rivittimizzare chi già sta affrontando il peggio.


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