Il caso “Alexa” e la dignità dell’Avvocatura

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Fonte Immagine: Repertorio

È nato davvero il primo avvocato digitale gratuito?

Sono orgoglioso di annunciare il completamento di un progetto a cui la mia società, La Legge per Tutti, ha lavorato in questi ultimi anni in collaborazione e con il supporto tecnico diretto di Amazon: la nascita di un avvocato digitale gratuito.”così Angelo Greco, fondatore dell’ormai famosissimo sitoLa legge per tutti, ha annunciato al mondo la nascita della sua ultima creatura: il primo avvocato digitale gratuito.

Ma, al di là dello slogan pubblicitario, è veramente così?

A ben vedere, si tratterebbe della possibilitàdi installare una skill – La legge per tutti, appunto - su Alexa, l’assistente vocale rilasciata nel 2014 da Bezos e che si fonda sul concetto del cd. learning machine (algoritmi che permettono all’intelligenza artificiale di apprendere informazioni direttamente dai dati, senza modelli matematici, quindi in sostanza di “apprendere dall’esperienza”, come un essere umano). Attraverso l’installazione della skill sul dispositivo, si potrà ottenere informazioni sul mondo della legge e della giurisprudenza: notizie, informazioni, consulti e curiosità in formato vocale. In altre parole, basterà pronunciare il quesito legale all’assistente vocale e quest’ultimo riassumerà la risposta già presente sul portale laleggepertutti.it, offrendo una versione ancora più “smart” del format.Dunque, nulla di nuovo sotto il sole. Checché ne dica la comunicazione di marketing con il quale è stata lanciata questa idea imprenditoriale, la stessa si potrebbe definire una semplice scorciatoia per i più pigri, che non dovranno più digitare la ricerca giuridica ma si limiteranno a chiedere ed ascoltare.

Il messaggio che è stato veicolato attraverso questa nuova implementazione non è sfuggito al Presidente di A.i.g.a. (Associazione Italiana Giovani Avvocati), l’Avv. Francesco Paolo Perchinunno, il quale ha ritenuto opportuno ribadire come: “La tecnologia deve essere un ausilio ai professionisti, ma non potrà mai sostituirsi all’avvocato”. Si auspica che tale vicenda – oltre che destare sconcerto ed indignazione tra i professionisti della categoria – possa diventare un’occasione per una più attenta riflessione sul rapporto tra la professione forense e latecnologia, che sembra farsi sempre più spazio in tutti gli ambiti professionali.


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