Inverno alle porte, da Nord a Sud in strada a protestare per i rialzi

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Fonte Immagine: skyTG24

Iniziative simboliche si sono estese in molte piazze italiane per protestare contro il vertiginoso aumento del gas e dell’elettricità. Pensionati e commercianti in subbuglio.

È da sabato scorso che è partita nella centralissima via Ugo Bassi, a Bologna, a due passi dalle Due Torri, un’iniziativa organizzata dalla campagna ‘Noi Non Paghiamo Emilia-Romagna’, promossa da gruppi di lavoratori per protestare contro i rialzi «che non possiamo permetterci di pagare – hanno denunciato i manifestanti – e non le pagheremo».

Dopo le bollette bruciate venerdì dal “Comitato teleriscaldati” davanti alla sede Iren di Torino, riparte la “guerra al carovita” con iniziative simboliche che da oggi si sono estese in molte piazze italiane per protestare contro il vertiginoso aumento del gas e dell’elettricità.

Ha preso forma così a Torino, la mobilitazione proclamata a livello nazionale dall’Usb (Unione sindacale di base) per protestare contro il caro bollette, in corso Regina Margherita davanti a un energy store dell’Eni.

Fra i partecipanti i rappresentanti di Cambiare rotta – Organizzazione giovanile comunista, Potere al popolo e Comitato teleriscaldati della città metropolitana. «La situazione è grave» ha detto Enzo Miccoli di Usb Torino. Vergognosa speculazione portata avanti dalle imprese che producono energia, affiancata dalla scelta dei governi di restare su posizioni imperialiste. «L’energia deve essere pubblica: è l’unico modo per avere un tetto ai prezzi».  Lo ‘store’ ha calato le saracinesche prima dell’arrivo dei manifestanti.

Le proteste sono proseguite a Napoli dove circa venti persone hanno protestato contro l’aumento delle bollette, in via Verdi, davanti alla sede di Cassa depositi e prestiti. I manifestanti hanno attuato un sit in,  mostrato ai passanti le loro bollette che sono aumentate notevolmente rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. «Non riusciamo più ad andare avanti, stiamo pagando bollette quadruplicate. Ne risentono i cittadini e lavoratori, che prima o poi verranno licenziati dalle aziende costrette a chiudere» questo il grido di rivolta dei contestatori. Costi che sono stati giudicati insostenibili e per i quali si chiede un intervento da parte dello Stato. Come per le altre piazze, anche a Napoli, un manifestante ha anche bruciato le copie di due bollette del gas e dell’energia elettrica.

La rivolta è proseguita anche a Cagliari dove rappresentanti dell’Usb – tra loro molti pensionati – si sono dati appuntamento nel centro della città, sotto il palazzo dell’Enel e dell’Inps, per protestare contro il caro-bollette e denunciare le speculazioni delle multinazionali. Le bollette in mano ed esposte sui cartelloni, a sottolineare il peso di quelle cifre sui bilanci di una famiglia che non può permettersi i rincari. «Il prezzo dei soli beni alimentari in Sardegna è cresciuto dell’11,2% che mediamente costringerà le famiglie sarde a spendere in più 780 euro all’anno solo per mangiare» – dice Enrico Rubiu, uno dei portavoce della protesta.

Secondo l’Istat le voci legate all’abitazione (energia, riscaldamento, acqua, ecc.), hanno avuto un incremento del 26%. Anche Abbanoa ha annunciato imminenti rincari.

È insostenibile” questo il grido che da una piazza all’altra sta attraversando tutte le le principali città d’Italia.


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