Investita e uccisa da un’impennata, rabbia per Elvira

post-title
Fonte Immagine: QuotidianoNazionale

La moto viaggiava a 170km/h, il limite in quella zona è 30. Immagini choc dell’impatto mortale. Conoscenti e colleghi in rivolta: “Via Caracciolo fuori controllo”.

Immagini drammatiche documentano la tragica fine di Elvira Zibra, la trentaquattrenne investita e uccisa da una moto pirata nella notte di Lunedì.

La giovane era andata a gettare l’immondizia poco distante lo chalet “Chiringuitos”, all’incrocio tra Mergellina e piazza Sannazzaro presso il quale lavorava da alcuni mesi. Pochi istanti, e una moto la travolge, la sbalza di 20 metri, chi assiste alla scena rimane agghiacciato, il corpo di Elvira giace a terra, più in là anche il centauro e la ragazza che era con lui dopo l’impatto sono sull’asfalto, il conducente ha diverse fratture, la passeggera si rialza, per lei poche ferite.

La moto viaggiava a 170km/h, il limite in quella zona è 30, un’accelerata dopo il semaforo, l’ebbrezza scellerata dell’ “impennata” viaggiare in moto a tutta velocità su una sola ruota, poi l’impatto con la povera Elvira, soccorsa dal barista di un locale lì vicino, viene portata in ospedale, non sopravvivrà.

Non è il primo incidente che avviene in quella zona: “Di notte qui siamo terra di nessuno” afferma una donna che aggiunge “Girano brutte facce, ogni estate è un caos fino all’alba, servono controlli, siamo in balìa di auto e moto fuori controllo” a farle da eco anche i commercianti di via Giordano Bruno che lamentano un situazione al limite della sopportazione.

Decisive le immagini delle telecamere di videosorveglianza disseminate lungo tutto il tratto stradale, che documentano la dinamica dell’incidente da varie angolazioni, gli inquirenti dalla polizia municipale sezione Infortunistica coordinate dal capitano Antonio Muriano, dal comandante Ciro Esposito e la Procura di Napoli le hanno acquisite e visionate, l’esito potrebbe portare alla contestazione di omicidio stradale per il trentenne alla giuda della moto, attualmente ricoverato all’ospedale del Mare, che si è scoperto essere  sprovvisto di patente, richiesti anche accertamenti tossicologici sull’uomo dei quali di attende l’esito.

Nel frattempo chi voleva bene a Elvira è ancora incredulo per quanto accaduto e chiede che sia fatta giustizia “Elvira era una ragazza d’oro, lavorava sempre, si adoperava anche per aiutare economicamente la cognata rimasta vedova di suo fratello e con un bimbo piccolo” racconta un commerciante della zona, perché  tragedia nella tragedia, il fratello della ragazza, Mustafha era stato anche lui investito e ucciso il 10 Dicembre scorso, mentre ritornava a casa dal lavoro in sella alla sua bici, e sul caso anche quella volta ha indagato Muriano. Un comune tragico destino per i due fratelli.

Siamo sconvolti, è un doppio dolore, allucinante -si dispera la cognata di Elvira- era una ragazza dolce, una lavoratrice. Due persone uccise e l’assassino di suo fratello è ancora libero. Mio figlio ha perso un papà e una zia, dov’è la giustizia?”.

Stessa domanda che si pongono in tanti, tra cui i colleghi della ragazza, che partecipano alla manifestazione indetta oggi alle 11 che vede coinvolti oltre ai commercianti, colleghi e vari cittadini, gli esponenti di Europa Verde e i conduttori del programma radiofonico “La Radiazza”, il corteo ha attraversato tutto il lungomare chiedendo giustizia a gran voce.

In una nota, diffusa dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, che ha pubblicato su Instagram le tragiche immagini dell’impatto mortale, un collega della vittima sottolinea che, malgrado la tragedia, “su via Caracciolo nulla è cambiato”. “Sono il collega della ragazza che è morta davanti ai miei occhi a via Caracciolo -si legge- Sul lungomare non è cambiato niente, ci sono ancora ragazzi che corrono all’impazzata senza casco, senza rispettare nessun limite e passando con il rosso. Ho provato a segnalare alla polizia e alla municipale e nessuno vuole interessarsi di questa cosa. Moriranno altre persone per colpa di questi irresponsabili. Mi stenderò in mezzo alla strada se nessuno interverrà”.

Borrelli, insieme con i co-portavoce dei cittadini del Sole che Ride, Nelide Milano ed Augusto Lacala, e il conduttore radiofonico Gianni Simioli, chiedono “una condanna esemplare per il pirata della strada che ha ucciso Elvira, soprattutto una giustizia rapida”.


RIPRODUZIONE RISERVATA
© Copyright Corriere della Campania


Commenta