La flat tax

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Fonte Immagine: freepik.com

La tassa piatta proposta dal centrodestra, pro e contro

La coalizione di centrodestra propone anche quest’anno, così come in tutti quelli in cui si è vicini alle elezioni politiche, la flat tax.

In via preliminare, urge chiarire ai lettori alcuni concetti chiave per meglio comprendere in cosa consiste: letteralmente flat tax si traduce con tassa piatta, però è importante precisare che la tassa, insieme alle imposte ed ai contributi, è un tipo di tributo, pertanto sarebbe più corretto utilizzare la locuzione “tributo”, derivante dal latino “tributu”, cioè “entrata pubblica”, infatti nella Roma antica consisteva nel contributo obbligatorio che lo Stato prelevava dalle tribù in cui i cittadini erano divisi. Pertanto, i tributi sono le prestazioni in denaro dovute da ciascun cittadino, cioè i c.d. contribuenti, allo Stato ed agli altri Enti pubblici.

Alla luce di quanto appena esposto occorre indicare la differenza tra tasse e imposte:

le tasse sono delle somme versate dal contribuente in cambio di un determinato servizio solo se ne usufruisce, ad esempio le tasse universitarie vengono pagate solo dagli studenti universitari.

Mentre le imposte riguardano tutti i cittadini, in quanto ai sensi dell’art 53 della Costituzione tutti sono tenuti a pagarle, con esse lo Stato può erogare i servizi pubblici.

Infatti, l’Italia è un Paese nel quale molti servizi sono pubblici, pensiamo in particolare alle scuole e agli ospedali, se tutti pagassero le imposte, se non ci fossero evasioni fiscali, vivremmo in un Paese con servizi molto più efficienti.

Attualmente il nostro sistema di contribuzione è quello progressivo, infatti vi sono degli scaglioni che indicano il tributo da pagare per ogni misura di reddito.

Ciò rispetta il principio di progressività previsto dall’Art53 della Costituzione, secondo cui : “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Pertanto, più si è ricchi e più tributi bisogna pagare.

Quindi vi sono diverse aliquote in base al reddito, esse sono delle percentuali che indicano la misura del prelievo fiscale. In particolare le aliquote possono essere fisse o variabili, in quest’ultimo caso possono crescere all’aumentare del reddito e vengono dette “aliquote progressive”, si può ad esempio pensare all’IRPEF (Imposta di Reddito sulle Persone Fisiche), essa viene applicata sul reddito complessivo del soggetto. L’imposta lorda si calcola applicando al reddito complessivo, al netto degli oneri deducibili, le aliquote per scaglioni.

Dal 2022 sono in vigore le nuove aliquote dell’Irpef, modificate dalla legge di Bilancio 2022 (art. 1, comma 2, lettera a).

Ad esempio per un reddito imponibile (per scaglioni) 2022 fino a 15000,00 euro l’aliquota (per scaglioni) 2022 è pari al 23%, quindi l’imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni è del 23% sull’intero importo; mentre ad esempio per un reddito imponibile (per scaglioni) 2022 oltre 50.001 euro l’aliquota (per scaglioni) è del 43%, quindi l’imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni è di 14.400 euro + 43 % sul reddito che supera i 50.000.

Per la dichiarazione da presentare nel 2022 (redditi 2021) si applicano le aliquote precedentemente in vigore:

Ad esempio per un reddito imponibile (per scaglioni) fino a 15.000,00 euro l’aliquota (per scaglioni) equivale al 23%, quindi l’imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni è del 23% sull’interno importo.

Chiarito quanto sopra si può quindi esporre cos’è e come funziona la flat tax.

Come si può desumere dal nome, consiste in un appiattimento dell’aliquota, cioè verrebbe applicata un’unica aliquota per tutti, quindi non ci sarebbero più i succitati cinque scaglioni di reddito ed aliquote IRPEF.

In particolare la Lega propone un’aliquota fissa pari al 15% (davvero molto bassa, infatti si ritiene che questa sia la posizione “più estrema”).

Invece Forza Italia propone un’aliquota pari al 23% .

Il problema della flat tax è la mancata progressività, di conseguenza sarebbe incostituzionale perchè contraria all’art 53 della Costituzione; quindi per risolvere ciò la Lega ha previsto l’introduzione di due scaglioni di deduzioni, cioè viene sottratto un importo dal reddito totale che poi genera il reddito da non tassare:

Il primo scaglione va da 0 a 35.000 euro, ove si potranno dedurre 3.000 euro per ogni soggetto del nucleo familiare;

 Il secondo scaglione va da 35.000 a 50.000 euro, qui si potranno dedurre i carichi familiari.

Quindi per i redditi superiori a 50.000 euro non è previsto alcun vantaggio fiscale.

Inoltre, è prevista una no tax area per i redditi fino a 7.000 euro, cioè un’esenzione totale per i redditi più bassi.

Quindi ad esempio Tizio, che lavora da solo ed è sposato con due figli (in tal caso si è di fronte ad una famiglia monoreddito composta da 4 persone) con un reddito di 20.000 euro dovrà pagare 1.200 euro, questo perché essendo 4 soggetti bisogna moltiplicare il reddito per 4 che è uguale a 12.000 (questo importo sarebbe il reddito non tassato), quindi sottraendo i 12.000 al reddito totale si ottiene il reddito al quale va applicata l’aliquota fissa del 15%, quindi 20.000-12.000=8.000, 8.000x15%=1.200euro.

Invece Forza Italia prevede un’esenzione fiscale per i redditi fino a 12.000 euro.

L’obiettivo della flat tax dovrebbe essere il contrasto all’evasione fiscale, ridurre la pressione fiscale per famiglie ed imprese, semplificare il sistema di contribuzione.

Però, i più ritengono che vi sono molti svantaggi :

In primo luogo ci sarebbe il rischio di introdurre una legge incostituzionale, inoltre non vi sono dati empirici che dimostrano la riduzione dell’evasione fiscale, in particolare i sostenitori della proposta fanno riferimento alla curva di Laffer per attribuire maggiore credibilità alla aliquota fissa, cioè tale curva dimostrerebbe che:

Il contribuente evade in presenza di tasse elevate, peccato però che secondo molti critici tale equazione tenga poco conto delle varie situazioni finanziarie che vanno a differenziarsi tra loro, pertanto risulta molto semplicistica, inoltre dal punto di vista scientifico, la teoria si basa su una affermazione completamente arbitraria edindimostrata.

Cosa accadrebbe se, con la presenza di molti evasori fiscali, vi fossero pochi contribuenti che pagano le imposte? Il Paese si impoverirebbe ulteriormente con un’aliquota così bassa.

Inoltre, per adottare tale riforma servono fondi (si parla di 50 o 60 miliardi di euro) ma l’Italia è già in una situazione economica drammatica e delicata, per ottenere questi fondi si rischiano tagli a quelli dei servizi pubblici come scuole e ospedali.

Bisogna infine ricordare che Berlusconi propone la flat tax da sempre ma, nonostante abbia avuto due governi con la più ampia maggioranza della nostra storia repubblicana non l’ha mai portata a termine.

Pertanto, saranno le solite promesse politiche che non verranno mai mantenute? Questo lo si vedrà anche con il prossimo governo, però tutti, data la situazione che sta vivendo il nostro Paese, dovrebbero stare ben attenti ad analizzare i programmi politici e le solite promesse con molta più attenzione degli scorsi anni, in quanto, una scelta erratapotrà essere drammatica per il futuro delle prossime generazioni.


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