La svolta green della Germania e il paradosso italiano

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Fonte Immagine: Repertorio

Per frenare i rincari dei carburanti, la Germania lancia il Klimaticket

In nome della svolta green (ma soprattutto, per mettere un freno al caro-vita), la Germania corre ai ripari e per ridurre il traffico sulle proprie autostrade, introduce il Klimaticket.Fino al 31 agosto, quindi per tutto il periodo estivo, i tedeschi pagheranno 9 euro al mese per un abbonamento permetterà loro di utilizzare tutti i treni regionali e il trasporto pubblico delle città.

Il bilancio del primo mese è stato abbastanza positivo con 21 milioni di abbonamenti venduti e non solo: secondo le stime di Tom-Tom International per conto dell’agenzia Deutsche Presse Agentur, nelle 23 principali città tedesche, le lunghe code sono praticamente scomparse, migliorando anche la qualità dell’aria.

Ma in questa scelta, si denota anche l’intelligenza germanica: ai 21 milioni di nuovi utenti, si aggiungono i 10 milioni di passeggeri già̀ in possesso dell’abbonamento ordinario e questo, ha portato all’aumento dei passeggeri sulle tratte a breve raggio (10-15% in più rispetto a prima della pandemia, secondo quanto stimato da Deutsche Bahn) creando anche un piccolo tesoretto che la Germania potrà investire in infrastrutture.

E in Italia? Beh, la situazione nel Bel Paese è un po’delicata. Partiamo dal presupposto (e lo dico da viaggiatore sui treni tedeschi) che a livello strutturale, i nostri regionali o regionali veloci (i direttissimi per i più nostalgici) non hanno nulla da invidiare a quelli tedeschi; il problema nasce nelle tratte e negli orari. Nel corso degli anni, le ferrovie tedesche hanno sviluppato un’ottima rete di trasporti puntando all’aumento delle corse ma diminuendo i tempi di percorrenza, e di conseguenza, soprattutto per quelle città che hanno un certo tipo di utenza, il numero dei convogli è addirittura raddoppiatomettendo un frenoal sovraffollamento delle carrozze. Altro problema in Italia è che negli ultimi tempi, la differenza tra AV e regionali si è molto assottigliata e dove in alcuni casi, i tempi di percorrenza sono raddoppiati (AV) a fronte di prezzi esorbitanti che non soddisfano le attese del cliente.

Ultimo, ma non per importanza, è la tenuta degli impianti ferroviari. In Germania, nell’ultimo ventennio, si è assistito ad un vero e proprio miglioramento della tenuta degli impianti, investendo somme importanti in chiave di ammodernamento;in Italia, invece, ci troviamo di fronte a impianti che risalgono agli anni 60’ e che incidono sui tempi di percorrenza, creando (quasi sempre) malumori tra i viaggiatori.


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