Le Marche in ginocchio: un disastro previsto ma non annunciato

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Fonte Immagine: LaSicilia.it

Per l’alluvione nelle Marche si contano almeno nove morti, quattro dispersi di cui due minorenni e centinaia di sfollati.

Era stata prevista un’allerta meteo gialla «ma è evidente che l’evento è stato maggiore di quello inizialmente previsto» così afferma il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, «ma ora dobbiamo concentrarci sulle cose da fare, il tema dell’allertamento sarà da approfondire successivamente».

Intanto messaggi di cordoglio e solidarietà arrivano dal Capo dello Stato Sergio Mattarella e dal Presidente del Consiglio Mario Draghi che si recherà a breve a Ostra in provincia di Ancona per visitare i territori colpiti dal maltempo e presiedere alle riunioni operative con il coordinamento dei soccorsi e con le autorità locali, come riferito dall Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.

Nel frattempo le vittime salgono a 9 e 4 sono i dispersi di cui 2 minorenni, per non parlare poi degli sfollati circa 150 che purtroppo sono destinati ad aumentare. E oltre alle vittime, ai dispersi ed agli sfollati, i danni al momento si considerano incalcolabili.

«Ci sono stati momenti di terrore, con quantitativi d’acqua veramente straordinari», così afferma il Capo della Protezione Civile, praticamente è piovuto in qualche ora un terzo di quello che normalmente piove in un anno e in alcune zone addirittura il doppio di quello che piove d’estate.

Una bomba d’acqua su Senigallia ha fatto esondare il fiume Misa che ha rotto le balaustre in pietra del ponte Garibaldi, invadendo il centro storico. Le immagini scioccanti che viaggiano in rete sono sotto gli occhi di  tutti, così come la conta dei danni procurati dai detriti, rami e fango, trascinati dal torrente giù per le vie del centro; cantine, negozi e primi piani d’abitazione allagati se non distrutti. I cittadini riferiscono «Mai vista una cosa del genere».

Ed ecco che il disastro non annunciato ma previsto ci presenta il conto.

Il cambiamento climatico che faceva parlare di sé distruggendo città, paesaggi e quant’altro in altre parti del mondo ora fa capolino nelle nostre città, con tutta la forza di cui è capace, trascinando anche l’occidente in questo incubo. E mentre c’interroghiamo sul da farsi, impegnati tra una guerra e l’altra, tra crisi economiche ed energetiche il mondo che conoscevamo va in fiamme o per meglio dire sott’acqua presentandoci quell’amaro conto che non riusciremo a pagare se caparbiamente insisteremo a non cambiare rotta.


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