L’ex capo della “paranza dei bambini” incriminato dell’omicidio Galletta

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Fonte Immagine: Fanpage

Secondo gli inquirenti uccise un ragazzo che non voleva fornirgli informazioni sul cugino.

La Squadra mobile della questura di Napoli al termine delle indagini coordinate dalla DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) ha notificato un’accusa di omicidio a Ciro Contini, 34 anni, ex capo reggente del clan della “paranza dei bambini” del quartiere Forcella a Napoli.

L’omicidio è quello di Luigi Galletta risalente al 2015. All’epoca il 21enne, meccanico e incensurato fu ucciso per essersi rifiutato di indicare il luogo nel quale si nascondeva suo cugino Luigi Criscuolo, finito al centro della faida tra clan Buonerba e il clan Sibillo.

Contini attualmente è detenuto nel carcere di Caltanissetta per altri reati, ed è proprio lì che è stato raggiunto da questa ulteriore notifica di colpevolezza a suo carico quale mandante dell’omicidio, commesso materialmente da Antonio Napoletano, all’epoca minorenne e già condannato per questo reato.

La morte di Galletta maturò nell’ambito della violenta contrapposizione tra il clan Sibillo e clan Buonerba, legato al clan Mazzarella, finalizzata ad acquisire la supremazia criminale e il controllo degli affari illeciti nella zona di Napoli tra Forcella, la Maddalena, via dei Tribunali e i Decumani.

La vittima subì veri e propri pestaggi nei giorni precedenti l’omicidio avvenuto nell’officina dove lavorava: i suoi assalitori più volte lo colpirono, con estrema violenza, alla testa, anche con il calcio della pistola, per costringerlo a rivelare il covo del cugino, vero obiettivo dei killer. Poi, il 31 luglio, Ciro Contini e Antonio Napoletano si recarono nell’officina e lo uccisero, con quattro colpi di pistola.


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