Campania all'avanguardia nella lotta contro il tumore al seno

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Fonte Immagine: centro medico

La regione Campania capofila nell'erogazione delle migliori innovazioni terapeutiche. Un incontro, a Napoli, proprio sul futuro della gestione del tumore al seno.

La Regione Campania è stata tra le prime in Italia ad impostare un percorso di diagnosi e cura per le donne con tumore alla mammella e oggi si candida come capofila nell’utilizzare trattamenti all’avanguardia, come la classe degli anticorpi farmaco-coniugati, per consentire alle pazienti affette da tumore al seno metastatico, spesso prive di alternativa terapeutica, una possibilità di cura.
Sono diversi anni che la Campania ha approvato azioni mirate per la gestione del tumore alla mammella attraverso un percorso di screening senologico e di cura per tutti gli stadi della malattia.
Come dichiara Loredana Pau, vicepresidente e coordinatrice Associazioni Europa Donna Italia: «La nostra Associazione da anni è fortemente impegnata in campagne di sensibilizzazione sul tumore al seno metastatico e nella tutela di chi ne soffre - ha sottolineato - C'è un'attenzione spiccata da parte della Regione Campania alla salute delle donne con questa forma di tumore, ed è in particolare rivolta allo sviluppo di studi clinici ad hoc. L'obiettivo è di garantire terapie innovative anche alle pazienti affette dalla forma più aggressiva di tumore metastatico del seno».
La Campania è fra le regioni più attive riguardo la ricerca e l’utilizzo di nuove tecnologie terapeutiche, purtroppo la pandemia ha provocato ritardi diagnostici molto significativi in ambito oncologico, questo ha creato un ritardo nella cura dei pazienti
Michela Rostan, vicepresidente XII Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati ha dichiarato in effetti «la Campania è stata la prima Regione in Italia ad approvare, nel 2005, la legge sulle Breast Unit, e io stesso nel 2006 presentai la prima proposta di legge in Parlamento sulle Breast Unit - ha ricordato Tommaso Pellegrino, consigliere regionale della Campania -Ci impegneremo per mettere a disposizione ogni nuova opzione terapeutica che possa dare speranza alle donne per le quali non ci sono altre alternative».
 In Regione Campagna si possono contare oltre 3300 casi di tumore alla mammella. Di questa popolazione circa il 9-10% sviluppa un tumore di tipo metastatico triplo negativo, ovvero circa 330 pazienti in tutta la Regione. «La definizione di "metastatico triplo negativo" indica una forma particolarmente aggressiva, che diverse ricerche epidemiologiche hanno evidenziato essere più comune nelle donne sotto i 50 anni e che al momento deve essere affrontata soprattutto con la chemioterapia -ha spiegato il Prof. Ferdinando Riccardi, Direttore UOC Oncologia, Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Antonio Cardarelli- Oggi abbiamo a disposizione una nuova opzione con anticorpi farmaco-coniugati che sono indicati per le pazienti senza ulteriori opzioni".
Ma cosa sono gli anticorpi farmaco- coniugati? In terapia, potremo definirle come sostanze che associate a un antigene ne aumentano la capacità di stimolare la produzione di anticorpi e perciò l’efficacia. In pratica si tratta di rafforzare l’azione del sistema immunitario per contrastare il riprodursi delle cellule tumorali.
Gli anticorpi coniugati, a volte indicati anche come coniugati anticorpo-farmaco, non sono esattamente una novità nel mondo oncologico. Da diversi anni questa categoria particolare di trattamenti, che deve la sua efficacia all’unione degli anticorpi monoclonali con i classici chemioterapici, ha attirato l’attenzione della comunità scientifica.
Più che di un mix di farmaci, infatti, si tratta di una combinazione che permette di indirizzare delle molecole chemioterapiche estremamente potenti direttamente nelle cellule tumorali, grazie al ruolo svolto dagli anticorpi. Gli anticorpi che li compongono, infatti, si legano specificamente ad una molecola presente prevalentemente sulle cellule neoplastiche. In questo modo, il legame con il bersaglio specifico trasporta il chemioterapico nella sede tumorale, causandone la morte. Ne consegue che i tessuti sani non vengano coinvolti dall’azione del farmaco e gli effetti collaterali a cui esposto il paziente risultino ridotti.
Questa eccellenza Campania ci rende sicuramente orgogliosi ma soprattutto va ad aiutare le circa 3000 pazienti affette da tale patologie, che come ricordano i medici possono essere prevenute o curate tramite la diagnosi precoce e i controlli medici».


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