Marche, tragedia infinita: ritrovato il corpo del piccolo Mattia

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Fonte Immagine: VocediNapoli.it

Rinvenuto dopo otto giorni di ricerche, a circa 150 metri dal Nevola, il corpicino del bambino disperso.

Con il ritrovamento del corpo del piccolo Mattia i morti passano a 12 e all’appello manca ancora Brunella Chiù, la cinquantaseienne che risulta al momento l’ultima dispersa ufficiale.

Il corpicino di Mattia già in stato di avanzata decomposizione giaceva a circa 150 metri dal Nevola; il fiume esondato, che con tutta la forza di cui era capace, quella notte del 15 settembre lo trascinò via, insieme alla madre, dalla sua auto.

È stato ritrovato riverso in terra in un campo poco distante da un asilo di campagna; a notarlo proprio una dipendente dell’asilo che lo ha segnalato al proprietario del campo, il quale ha avvertito immediatamente i Carabinieri.

La madre aveva già espresso la fine di ogni speranza. «So che trovarlo in vita ormai è un po’ impossibile», queste le parole della madre dimessa solo ieri dall’ospedale, «ma vorrei che almeno il suo corpo venisse recuperato e che venisse fatto il possibile. Una tragedia così grande non può finire così. Se non altro voglio una tomba su cui piangerlo, per riabbracciarlo, Per quanto sarà dura però almeno questo voglio che succeda». Ed è questo quello che è accaduto, come una sorta di risarcimento postumo per un dolore inimmaginabile e impossibile da sopportare; alle 15.30 del 24 settembre il bambino è stato ritrovato. Aveva ancora indosso la sua maglietta giallo e verde che in questi lunghi 8 giorni, tutti avevamo imparato a conoscere in quelle immagini che circolavano in televisione e su internet. A breve cominceranno le procedure d’identificazione, per dare certezza al riconoscimento, tra queste l’esame del Dna e l’autopsia disposta dalla procura di Ancona.

Poi i familiari rientreranno finalmente in possesso del corpo del piccolo Mattia, ci saranno i funerali e l’affetto della gente. Resterà impresso nella memoria della madre il ricordo vivido del dolore dipinto negli occhi del suo bambino, che le veniva strappato via dal fiume mentre urlava di terrore attaccato al tronco di un albero con la mano protesa verso di lei piangendo. Alle persone responsabili, politici, sindaci e governatori a vario livello istituzionale resterà forse il rimorso del non aver operato correttamente, di non aver fatto il possibile; ma alla fine come sempre prevarrà il senso di auto giustificazione.


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