Morì per amianto, condannati due ministeri

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Fonte Immagine: wikipedia

Mario la Rocca, motorista navale, vittima della fibra killer.

Il tribunale di Torre Annunziata ha condannato il Ministero della Difesa e il Ministero dell’Interno a riconoscere Mario La Rocca 69anni come vittima del dovere.
L’uomo, originario di Torre del Greco, era motorista navale in servizio nella Marina Militare tra il 1968 e il 1970 presso il Centro di Taranto, Augusta e Ancona, ed era stato esposto all’asbesto quotidianamente, in particolare a bordo nave.
Contenevano amianto non solo i motori, ma anche i rivestimenti delle tubature che portavano i fluidi, che raggiungono temperature elevatissime e che si degradano velocemente. Lo stesso avveniva a terra. Tutto ciò senza informazioni, secondo l'accusa, sui pericoli dell'esposizione e senza strumenti di protezione individuale. Questa prolungata esposizione alla fibra tossica ha portato allo sviluppo di un mesotelioma per La Rocca, portandolo alla morte nel 2017 a 69anni.
I due ministeri sono stati condannati a risarcire la vedova, che potrà anche usufruire dell’assistenza psicologica a carico dello Stato, di una rendita mensile di 1.900euro più una speciale elargizione di 350mila euro.
La famiglia di La Rocca è stata assistita dall’avvocato Ezio Bonanno, Presidente dell’Osservatorio Nazionale dell’Amianto che è riuscito a dimostrare come l’esposizione all’ Amianto abbia provocato la malattia mortale manifestatasi 48 anni dopo.
Il tribunale si è pronunciato solo a favore della vedova, Erminia di Maio, ritenendo che a due dei tre figli , Raimondo e Cira, non spetti un indennizzo perché non a carico del genitore al momento della sua morte. I due hanno deciso di impugnare la sentenza per i diritti negati alle vittime del dovere, riconoscimento acquisito dall’altro fratello, Francesco, all’epoca a carico del defunto.


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