Mozambico: attacco terroristico a una comunità di suore comboniane. Morta una missionaria italiana

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Fonte Immagine: fanpage

I ribelli hanno assaltato la missione, dando fuoco a tutte le opere parrocchiali. Tutti i sopravvissuti sono adesso in fuga

Mozambico, morta suora italiana in attacco terroristico. A otto anni dall’eccidio delle Missionarie di Maria Suor Lucia Pulici, Suor Olga Raschietti e Suor Bernadetta Bogian, avvenuto in Burundi, le missionarie pagano ancora il tributo del sangue per evangelizzare le nazioni africane. La barbara uccisione della religiosa italiana Suor Maria De Coppi rappresenta solo l’ennesimo colpo alla comunità cristiana del Mozambico e africana nel suo complesso.

A diffondere per prima la notizia di quanto accaduto è stata la segreteria generale delle suore missionarie comboniane, suor Enza Carini: «Mi dispiace dover informare che ieri sera, intorno alle ore 21, è stata attaccata la nostra Comunità di Chipene, in Mozambico», ha riferito in una nota, quando ancora non c’erano conferme della morte di una sorella.

Suor Maria De Coppi, missionaria comboniana in Mozambico dal 1963, aveva 83 anni.

« Ho raggiunto la mia destinazione - raccontava nell'ultima intervista, raccolta dall'Ufficio Missionario della diocesi di Vittorio Veneto - dopo 31 giorni di nave. E dopo aver imparato il portoghese, com'era d'obbligo».

Aveva la cittadinanza mozambicana. «Ho vissuto in questo Paese momenti belli e difficili: prima quelli della colonizzazione, poi della guerra, quindi della pace e, purtroppo del terrorismo».

Nella memoria di suor Maria era rimasta soprattutto una tragica imboscata in cui sono morte 17 persone. «Stavamo viaggiando in un convoglio. I guerriglieri ci hanno sparato. Io sono uscita dall'auto -raccontava- e mi sono gettata a terra, sotto le pallottole. Ho pregato: Signore salvami. E' arrivato un soldato, non sapevo se dell'esercito regolare o della guerriglia. Mi ha chiesto se ero ferita. Non lo so, gli risposi. Mi ha trascinato dietro una pianta e mi ha rassicurata, che era un regolare. Mi ha caricata sulle spalle e mi ha poi protetto, sistemandomi in un ruscello che non aveva acqua. Poi, quando è finita la sparatoria, mi ha ricaricata sulle spalle e mi ha portato fino all'auto».

Durante la notte il convento è stato attaccato da un gruppo di uomini, probabilmente di origine  jihadista, mentre cercava di mettere in salvo le ragazze che ospita, la religiosa è stata uccisa, originaria di Vittorio Veneto, in missione in Africa dal 1963.

La missione è stata data alle fiamme. Mentre due sacerdoti e altre consorelle della stessa sono riusciti a scappare, sono Don Lorenzo Barro e Don Loris Vignadel.

La parrocchia di Chipene, nella diocesi di Nacala, accoglie sfollati che scappano dai gruppi terroristici islamisti.

I ribelli hanno assaltato la missione, dando fuoco a tutte le opere parrocchiali. Suor Maria, missionaria comboniana originaria di Vittorio Veneto, è stata uccisa durante l’agguato. Tutti i sopravvissuti sono adesso in fuga verso Nacala.

«La crescita e la concentrazione delle organizzazioni criminali, la radicalizzazione islamica e il terrorismo jihadista dall’ottobre 2017 rappresentano le maggiori minacce per la popolazione, in particolare nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del Paese. Sono migliaia oramai le vittime dei locali gruppi terroristici, innanzitutto al-Sunna wa Jama’a, localmente noto come al-Shabaab. Si sta creando una nuova generazione di sfollati interni, oramai ben oltre 800.000, ed evidentemente il governo non riesce a controllare le attività criminali e terroristiche islamiste», commenta Alessandro Monteduro, direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre - Italia. «Dal 1963 suor Maria portava aiuto, sostegno, amore, dedizione alle popolazioni del Mozambico. E’ terribile, inaccettabile, dolorosissimo sapere che proprio lì, proprio mentre compiva la sua missione di pace e carità, è stata brutalmente assassinata»


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