Napoli, corteo e blocchi stradali contro il carovita

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Fonte Immagine: ansa

Manifestazione dei “Disoccupati di Scampia” che temono l’arrivo di una difficile crisi e chiedono aiuti alle istituzioni. I manifestanti appartengono principalmente al movimento "Disoccupati di Scampia", un quartiere periferico di Napoli. "Non vogliamo pagare la loro guerra, la loro crisi, la loro speculazione", ha detto un manifestante

Tornano in piazza i manifestanti chiedendo misure immediate per le fasce deboli . Il corteo si è snodato nel centro della città per concludersi davanti alla sede del Consiglio Comunale. I manifestanti si sono radunati davanti all'ufficio postale centrale e successivamente hanno marciato verso il municipio per protestare contro il caro bollette. Bollette che finiscono in fiamme nei bidoni davanti alla Posta centrale. Un impatto quello dell'impennata del costo del gas che - sottolineano - su bilanci familiari già disastrati sta avendo un effetto devastante. Un impegno di manifestanti aderenti alla sigla "7 novembre" ha svolto un presidio in piazza Matteotti, in mano le bollette di qualche mese fa e quelle appena arrivate. Spese raddoppiate (in alcuni casi triplicate) e zero prospettive di lavoro, ancora, per tanti di loro. Mi disoccupati dalle risposte politiche immediate. In primo luogo sul reddito di cittadinanza. il corteo si è snodato in centro. Infine presidio davanti alla sede del consiglio comunale I manifestanti appartengono principalmente al movimento "Disoccupati di Scampia", un quartiere periferico di Napoli. « Non vogliamo pagare la loro guerra, la loro crisi, la loro speculazione» , ha detto un manifestanti.

« Da mesi - spiega uno dei portavoce dei disoccupati - siamo in attesa della firma del protocollo d'intesa tra Comune, Regione e Ministero del Lavoro che dovrebbe far partire corsi e progetti lavorativi ma mentre le istituzioni si accusano a vicenda del ritardo i precari sono stretti nella morsa della povertà accentuata dal rincaro dei prezzi, non possiamo piu' - aspettare aggiunge - e per far sentire la nostra voce siamo anche disposti a scendere in piazza tutti i giorni ».

 
 
 
 
 


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