Netflix, dai libri al successo della serie Bridgerton

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Fonte Immagine: NewAdult

Otto storie tra amore e balli nel XIX secolo diventano una delle serie TV più amate: Bridgerton di Julia Quinn.

Prima dell’incredibile successo della serie tv targata Netflix e prodotta da Shonda Rhimes, Bridgerton è una serie di otto libri scritti da Julia Quinn e racconta le vicende amorose di una famiglia altolocata londinese, durante le varie stagioni da matrimonio nel 1800.

Otto libri per otto dei figli che devono trovare marito o moglie, ognuno dedicato alla propria ricerca dell’amore e alla sconfitta delle proprie paure.

L’autrice ci accompagna in una Londra del 1800 descrivendo i costumi, le abitazioni e le strade che caratterizzavano l’epoca, portando anche elementi come il Pall Mall, che secondo le ricerche è la versione del XIX  secolo del croquet. La sua capacità nel descrivere i luoghi come i giardini fioriti, le lussuose ville e case immerse nella campagna inglese e i balli, riesce a creare delle fotografie davanti agli occhi del lettore, come se fossero stampate sulle pagine.

L’attenzione ai dettagli però, non si sposa con l’accuratezza dei comportamenti e delle riverenze del tempo, che sono invece molto più moderni. Per il lettore è così molto più facile immedesimarsi nelle situazioni e capire i sentimenti e i tormenti che i personaggi provano. Questa modernità è data in parte dalla creazione di personalità che agiscono e si esprimono come in questo secolo, lasciandosi alle spalle i termini arcaici, e in parte da un elemento che si sussegue per tutti i capitoli di tutti i libri: il commento di una scrittrice misteriosa su un certo giornale che viene venduto in città.

Le cronache mondane di Lady Whisteldown è un giornale che, nei racconti romanzati dell’autrice, viene distribuito per le strade di Londra ed è essenzialmente l’antenato di una rubrica di pettegolezzi, che si rivolge alla vita dei nobili e di coloro che attirano l’attenzione della scrittrice, che rimane nell’ombra per la maggior parte della storia, chiamandoli per nome, come fosse una specie di “Gossip Girl” del passato.

Essendo romanzi rosa, la trama è principalmente incentrata sulle storie d’amore, che rimangono rassicuranti e gradevoli, ma soprattutto scorrevoli dall’inizio alla fine. La struttura semplice, si concentra su una coppia alla volta per libro e fa in modo che già all’inizio sia intuibile chi saranno i protagonisti, grazie anche al doppio punto di vista in cui i principali personaggi esprimono i loro pensieri.

La prima edizione della saga risale al 2000 e ciò crea una visione in parte datata rispetto alla sensibilità attuale verso i rapporti tra uomo e donna. Se questo elemento contrasta con la modernità che si è voluta donare ai romanzi, si deve comunque prendere in considerazione il fatto che le storie sono ambientate in un periodo storico in cui la donna veniva considerata di proprietà del marito e frasi come «sei mia» o «ti proibisco di andare in giro da sola», sono appropriate al contesto in cui sono inserite.

Più discutibile è invece, la descrizione molto variopinta e fantasiosa degli atti sessuali che avviene in particolare per la consumazione del matrimonio, in cui il personaggio maschile ha grande esperienza e il suo unico desiderio è quello di soddisfare la compagna, in contrasto con le situazioni che probabilmente si verificavano ai tempi. La donna invece è quasi sempre innocente e ignara di ciò che le sta per accadere e si lascia guidare dalle rocambolesche doti del marito che la fa facilmente arrivare all’apice del piacere in contemporanea, come fosse uno dei segni del vero amore.

Nonostante queste perplessità tra passato e presente, i romanzi rimangono molto scorrevoli e piacevoli. Le storie sono sempre intriganti e leggere senza particolari tragedie che possono turbare il lettore. Consigliato per una lettura rilassante e agli amanti dei romance storici.


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