Nola, Barbato tuona «Fuori la politica dalla Fondazione Festa dei Gigli»

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Fonte Immagine: NapolidaVivere

Il Consiglio comunale sullo scioglimento del CdA dell’Ente innesca il dibattito sulla dicotomia tra conoscenza della Festa e appartenenza politica.

La seduta del Consiglio ha avuto all’ordine del giorno, tra gli altri punti, il commissariamento della Fondazione Festa dei Gigli.

Sulla nuova Fondazione in onore di San Paolino è così intervenuto Maurizio Barbato, il principale competitor del sindaco Buonauro alle scorse elezioni. «La Festa dei Gigli, dopo il riconoscimento Unesco, non può essere quella che è stata in questi anni. Deve prendere il volo, acquisendo profondi contenuti. L’Unesco ha riconosciuto che dietro questa Festa c’è un patrimonio di Storia e di vita. Si tratta di un grande “peso” sulle spalle dei nolani».

La prima presidenza dell’ente Fondazione è stata dell’avvocato Soprano ed è durata quattro anni, la seconda quella di Vecchione, poco più di un anno, e la terza di Argenziano, anch’essa poco più di un anno, fino ad arrivare all’ultima, di Mario Cesarano, durata appena quattro mesi. Si tratta di esperienze interrotte per una conflittualità e un sovrapporsi di ruoli politici e dell’ente, che si propone obiettivi di valorizzazione, promozione e organizzazione della Festa.

Per Barbato questo momento «non è un inizio, ma la fine di un’esperienza, perché occorre capire un commissariamento che valore può apportare, visto che il nuovo CdA occorre che entri nella dinamica dei maestri di festa, paranzari, etc. e ricominci tutte le relazioni con il mondo della Festa dei Gigli, ritrovandoci probabilmente fra sei mesi con gli stessi problemi di oggi. Il problema di fondo non è il regolamento ma trovare un CdA che instauri un rapporto sereno con la politica, altrimenti non cambierà niente. Allo stato attuale i maestri di Festa vanno avanti indipendentemente dalle istituzioni, visto che il contributo irrilevante da parte della politica alla creazione dei Gigli».

L’opposizione contesta il commissariamento, perché non porterebbe a nulla, e solleva dubbi sulla corretta attivazione della rete delle grandi macchina a spalla, patrocinate dall’Unesco, che metterebbe a rischio finanche l’utilizzo dei simboli e del sigillo nei manifesti di promozione.


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