Nola, salta il finanziamento delle “Casermette”

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Fonte Immagine: ZerottounoNews

Revocato dall’Agenzia per la coesione territoriale lo stanziamento di 8 milioni per la riqualificazione dell’ex ’48.

L’iter per la riqualificazione dell’ex ’48 continua ad essere quanto mai tribolato. Sembra sfumare, infatti, il sogno di ridare vita alle “casermette”, ormai semidistrutte, che fanno parte del gigantesco complesso della caserma Cesare Battisti di Piazza d’Armi a Nola (meglio conosciuta come “48”).

Nel corso degli ultimi tanti sono stati i proclami e i progetti annunciati, fino allo scorso 18 febbraio, quando il commissario prefettizio Enrico Gullotti approvò il progetto proposto dall’ex giunta Minieri in sinergia con l’università napoletana “Parthenope“, che tra l’altro proprio a Nola si appresta a creare una propria sede.

Secondo il  progetto, le casermette ospiterebbero un laboratorio di ricerca con all’interno dei pipenet, sofisticati macchinari d’alta tecnologia per il trasporto di merci sottovuoto. Il piano di riqualificazione è fondato su uno stanziamento di 7 milioni e 900mila euro ottenuto dal Ministero per il Sud, cofinanziatore dell’operazione assieme all’Ateneo napoletano.

Ed ecco la doccia gelata. Sarebbe stato revocato alla “Parthenope” il finanziamento delle pipenet, bloccando di fatto il progetto di rifunzionalizzazione, in attesa che l’ateneo napoletano riesca a recuperare in altro modo l’ammontare economico previsto per i lavori.

Questione aperta, ma al momento le carte dicono che l’Università “Parthenope” dovrà trovare 8 milioni di euro se vorrà concludere il progetto di riqualificazione delle “Casermette”.

L’Agenzia per la Coesione territoriale, infatti, con proprio decreto, a inizio mese di agosto ha proceduto a tagliare della metà i fondi destinati ai progetti di rifunzionalizzazione e ammodernamento presentati da Atenei di tutta Italia.

Ma il rettore Antonio Garofalo prova a spegnere gli allarmismi, confidando nella volontà del Ministero di riuscire a trovare il giusto incastro per recuperare i fondi perduti.

Ora da capire gli esiti di questo tavolo ministeriale aperto. In città, l’opposizione già fa sentire la propria voce, interessata a capire come la “Parthenope” vorrà recuperare quest’importante occasione per Nola.


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