Nola, scontro Buonauro-Barbato sulle “Casermette”

post-title
Fonte Immagine: immagine originale

Scintille tra il sindaco Buonauro e il leader dell’opposizione Barbato: “Polemizzare senza proporre alternative fattibili è improduttivo nel senso del bene comune. Bisogna essere concreti”.

Giornata importante per Nola, con la presentazione del progetto di riqualificazione dell’area dell’ex ’48, svoltasi presso l’Auditorium della Parthenope, nel Rione Gescal a Nola. Il piano di riqualificazione delle Casermette si basa su uno stanziamento di 7 milioni e 900mila euro ottenuto dal Ministero per il Sud, assieme all’Ateneo napoletano che sarà cofinanziatore. Le “casermette”, ormai semidistrutte, fanno parte del gigantesco complesso della caserma Cesare Battisti di Piazza d’Armi a Nola (meglio conosciuta come “48”). Il progetto è stato proposto dall’ex giunta Minieri in sinergia con l’università napoletana “Parthenope“, che proprio a Nola si appresta a creare una propria sede.

Per il sindaco Buonauro si è trattato di gettare le basi per una più ampia progettualità dell’intera area di Piazza d’Armi.

Di contro, Barbato ha stigmatizzato «pochissima affluenza e coinvolgimento per la presentazione del progetto dell’Università alle Casermette, comunque per ora non realizzabile per incompatibilità urbanistica. Con un intervento ho proposto al Rettore di riunire nelle Casermette sia i laboratori PIPE NET che la sede universitaria prevista a via Madonna delle Grazie, soluzione che sembra non piacere. Occorrerebbe una visione che non può appartenere a chi dall’alto detta le regole senza conoscere e senza tenere conto del contesto urbanistico e delle criticità del territorio. Le scelte vanno condivise con la comunità che deve essere maggiormente coinvolta e ascoltata».

Non è tardata la replica del sindaco Buonauro, il quale ha ribadito che: «Grazie a uno stanziamento di circa 8 milioni di euro ottenuto dal Ministero per il Sud, il Comune di Nola, assieme all’Ateneo napoletano che sarà cofinanziatore, le vecchie strutture ancellari della Caserma Battisti si trasformeranno in un polo di alta tecnologia, dove troverà sede un centro di ricerca e sviluppo che si occuperà dello studio e dell’applicazione delle pipenet, tecnologia innovativa per il trasporto di merci sottovuoto. Così potrà essere avviato quel lungo e complicato percorso che, si spera, porterà alla riqualificazione dell’intera area dell’ex ’48, vero punto di criticità nel quadro di rilancio del centro cittadino. Anche la riqualificazione delle Casermette dovrà certamente passare il vaglio delle dovute e necessarie autorizzazioni, tra cui quelle urbanistiche, per l’avvio dei lavori. Ogni ulteriore discussione sul tema potrà esser presa in carico dall’Amministrazione e dal Consiglio Comunale, sede preposta della discussione sui temi e le prospettive del territorio e del dossier Università, luogo giusto dove ascoltare le opinioni e le vedute di tutti sull’argomento, anche quelle dell’opposizione. Polemizzare senza proporre alternative fattibili è improduttivo nel senso del bene comune. Bisogna essere concreti: Nola ha bisogno di ritrovare slancio anche attraverso lo sviluppo, culturale ed economico, che garantisce un Ateneo Universitario. È questo l’obiettivo primario da cerchiare in rosso per far si che la nostra città torni a splendere come un tempo».

Di vario tono i commenti sui social dei cittadini nolani. Da una parte si evidenzia l’importanza del progetto di realizzazione di un campus universitario alle Casermette, dove formare nuovi talenti, dall’altra ci si scontra con la realtà della scarsa partecipazione della comunità. È viva, in ogni caso, la discussione sulla futura ubicazione dell’università, al momento non adeguatamente servita dai servizi.


RIPRODUZIONE RISERVATA
© Copyright Corriere della Campania


Commenta