Operazione Mistero: il giallo di Posillipo

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Fonte Immagine: QuotidianoNapoli

La storia di una donna ambiziosa e determinata che ha pagato a caro prezzo il suo coraggio.

Anna Parlato è una miliardaria napoletana. Discendente da una nota famiglia di armatori e figlia di un importante costruttore napoletano, è conosciuta in tutta la città per il suo essere una donna elegante e ipnotica, oltre che decisamente ricca. A vent’anni sposa Ugo Grimaldi, costruttore e nipote di Achille Lauro, ex sindaco di Napoli, oltre che armatore, editore e dirigente sportivo. Dal loro florido e fiorente matrimonio nascono ben 4 figli; Anna però, costantemente assetata di nuove emozioni, tende a ricercarle in plurime storie extraconiugali, forse anche un po’ troppo alla luce del sole.

Nel frattempo, si dedica alle sue passioni -come la dedizione per il sociale- e al tempo stesso ai suoi affari, divisa tra il mondo dell’ippica e quello degli affari immobiliari perché forte è il suo desiderio di lavorare.

Nei suoi ultimi mesi di vita, scopre la passione per il giornalismo, divenendo prima giornalista pubblicista e iniziando poi a collaborare con Il Mattino.

Posillipo, Napoli - Martedì 31 marzo 1981

A villa Grimaldi, situata sulla bellissima Via Petrarca n. 33, il corpo della quarantacinquenne Anna Parlato Grimaldi viene ritrovato dalla domestica all’ingresso della sua abitazione, steso al fianco della sua vettura, una fiat panda, col volto insanguinato. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi, per la Parlato non c’è nulla da fare: muore dissanguata, colpita da 3 proiettili.

Le piste percorribili dagli inquirenti sono innumerevoli, ma tutte sembrano rivelarsi per la maggior parte vicoli ciechi; fino alla svolta. Emerge, infatti, la figura di Ciro Paglia, capocronista de Il Mattino e dunque collaboratore della Parlato, con cui l’uomo da qualche mese ha intrapreso una relazione extraconiugale. Ciro Paglia è infatti sposato, con Elena Massa, una giornalista professionista collaboratrice nella redazione di Salerno de Il Mattino. Il novembre del 1980, stesso anno in cui conosce la Parlato, Paglia si separa dalla moglie e condivide con la Parlato un appartamento in Via Chiatamone, a pochi passi dalla redazione del giornale.

Il giorno del suo omicidio, i due passano delle ore insieme in quello stesso appartamento; poi la Parlato accompagna Paglia a lavoro e si reca in una pasticceria per acquistare dei dolci che lascia alla portineria della redazione quando, non riuscendo a trovare parcheggio, riferisce al custode di dirigersi verso la propria residenza, dalla quale non fa più ritorno.

I sospetti ricadono inizialmente su Ciro Paglia, ma questi vanta un alibi di ferro; quella notte è infatti seduto alla sua scrivania, sotto la vista dei molti colleghi giornalisti che possono confermare.

Dunque, l’attenzione ricade istantaneamente sulla sua ormai ex moglie Elena Massa.

Elena è l’opposto di Anna, piccola e radicale, si fa strada solo attraverso le sue forze per diventare giornalista; suo marito infatti decide di non aiutarla in alcun modo che fosse nelle sue innumerevoli possibilità, cosa che al contrario fa con la Grimaldi, decisamente meno meritevole di lei. La Parlato le ruba marito e carriera, aggiudicandosi in poco tempo e grazie alla relazione con suo marito quello che invece lei si è dovuta sudare.

Il movente è quindi palese; inoltre l’arma del delitto a cui vengono fatti risalire i colpi è paradossalmente corrispondente al tipo di pistola di proprietà della Massa, frequentatrice del poligono, che in vari interrogatori però afferma di aver smarrito mesi prima, in versioni differenti e confuse. Inoltre, nel suo alibi di per sé traballante, figura un buco di 50 minuti. Tempo, secondo gli inquirenti, sufficiente per l’ipotetica uccisione della Parlato.

Così, il 27 giugno 1981 la Massa viene arrestata in quanto accusata di delitto passionale, ma qualche mese dopo torna libera per assenza di prove. La libertà dura poco e infatti, col passare di soli due anni, la Massa viene rinviata a giudizio; quando le autorità giungono nella sua abitazione però, non la trovano. Elena è fuggita. Ma il giorno del processo, decide di presentarsi in aula, costituendosi.

Oltre tre anni dopo, la donna viene definitivamente assolta.

Solo negli anni 2000, un pentito della camorra, il collaboratore di giustizia Ciro Vollaro, si espone in merito all’omicidio avvenuto vent’anni prima nella Napoli bene, affermando come questo sarebbe dovuto essere un ferimento a scopo di allerta per il riscatto di Gianluca Grimaldi, nipote del marito di Anna, sequestrato a scopo di estorsione; di quei tempi, anni dell’ascesa di Raffaele Cutolo, la camorra aveva infatti bisogno di soldi per contrastare le nuove forze. 

La Parlato sarebbe dovuta essere gambizzata, ma qualcosa è andato storto. Così la donna è morta, uccisa per sbaglio.


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