Operazione Mistero: la coppia diabolica

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Fonte Immagine: Dagospia

L’incubo di una babysitter sfruttata, picchiata, torturata e lasciata senza cibo.

Sophie Lionnet nasce il 7 gennaio del 1997 in un paesino a sud di Parigi, all’interno di una famiglia umile e modesta. Dolce e gentile, crescendo diviene sempre più introversa, timida e riservata.

Una volta all’università, studia educazione della prima infanzia: tanto era l’amore per i bambini e il desiderio di trovare un lavoro che le permettesse un contatto diretto con loro.

Così, terminati gli studi, viene assunta come ragazza alla pari da una famiglia londinese, composta da Sabrina Kouider, di 35 anni, dal suo compagno Ouissem Medouni, di 40, e da i due figli di Sabrina, di 9 e 6 anni.

La famiglia ospitante è alquanto benestante: Ouissem è un imprenditore intraprendente e alla mano, mentre Sabrina una fashion designer, descritta da molti come una femme fatale, coinvolta direttamente nel mondo della moda e pertanto spesso in compagnia di personaggi famosi e influenti. 

Così Sophie, sulla soglia dei 21 anni, nel gennaio del 2016 parte per Wimbledon, un quartiere londinese ricco e tranquillo, programmando di tornare a casa entro settembre, alla scadenza dell’incarico.

Durante l’inizio della sua permanenza Sophie è alquanto estasiata, entusiasta di un mondo che nulla aveva a che fare con quello in cui aveva passato tutta la sua vita fino a quel momento; dopo un po’ di tempo, però, comunica seriamente alla madre di voler anticipare il suo ritorno a casa, tanto che quest’ultima le deposita i soldi sulla carta per permetterle di acquistare il volo. Sabrina richiama la madre sostenendo di voler trattenere sua figlia ancora per un po’.

Il rapporto tra Sophie e Sabrina diviene sempre più strano, tanto da allarmare vicini di casa e conoscenti; queste vengono viste sempre assieme, come fossero familiari. Sophie è a sua volta sempre più trascurata, con indosso ogni giorno gli stessi vestiti, e molto spesso presenta segni di maltrattamenti fisici, affermando a qualche conoscente di venire picchiata da Sabrina.

Il 20 settembre 2016, alcuni vicini allertano i vigili del fuoco di un odore nauseabondo e di un’imponente colonna di fumo nel giardino della casa di Sabrina e Ouissem, da un apparente barbecue su cui i due si stanno dilettando a cucinare. Sul posto però, i vigili del fuoco scoprono che a essere cotti su quella ghisa erano resti umani, così tanto deturpati da renderne difficile l’identificazione.

Il corpo viene in seguito identificato, ed è proprio quello di Sophie Lionnet.

Ben presto le autorità trovano dei video sui cellulari di Sabrina e Ouissem nei quali vengono riprese plurime ed efferate torture a cui la vittima, Sophie, era stata sottoposta dai due datori, per un totale di 6 settimane. Si scopre, inoltre, che quest’ultimi le avevano sequestrato telefono, soldi e carta di credito, privandola anche di cibo.

La causa della morte non è mai stata chiarificata a causa dello stato in cui vertevano i resti; non è stato comunque possibile risalire a una ricostruzione certa degli eventi, e cioè se Sophie sia stata uccisa premeditatamente o a seguito di un incidente

Viene fuori che l’omicidio di Sophie faccia parte in realtà di un piano vendicativo ai danni dell’ex fidanzato di Sabrina, padre del suo secondo figlio, che quest’ultima, successivamente scopertasi poi depressa e borderline, accusava di intessere una relazione con Sophie, e di averla spedita sotto copertura a casa sua per rapire loro figlio e recargli violenza, rivelandosi un pedofilo. Quest’ultimo era Mark Walton, il cantante e leader della boyband inglese dei Boyzone. Tutto successivamente smentito.

La testimonianza del figlio maggiore di Sabrina rileva che Sophie è stata uccisa la notte tra il 18 e il 19 settembre, ben due giorni prima dell’occultamento.

Il processo, tenutosi a Old Bailey, è durato circa 5 settimane. Il 26 giugno 2018, i due, soprannominati la coppia diabolica, vengono condannati a 35 anni di prigione ciascuno.


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