Operazione Mistero: quando l’assassino chiama

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Fonte Immagine: Film Daily

Il caso di Dorothy Jane Scott e la famiglia tormenta telefonicamente per anni da un assassino.

Dorothy Jane Scott nasce il 23 aprile dell’anno 1948, ad Anaheim, in California, dai genitori Jacob e Vera Scott. Dorothy è conosciuta per essere una ragazza amorevole, alquanto introversa e sulle sue; difficilmente infatti frequenta gli uomini. All’età di 20 anni, Dorothy, però, resta incinta di suo figlio Shawn, e nei suoi primi anni di vita, lo accudisce senza la figura paterna.

All’epoca dei fatti, Dorothy è una madre single di 22 anni che vive con suo figlio di 4 anni a casa di sua zia, a Stanford, una piccola città della California.

Lavora come segretaria presso negozi del posto, in particolare quelli di Swingers Psych Shop e Custom Johns Head Shop. Dorothy è strenuamente religiosa, e dedica gran parte del suo tempo al lavoro, mentre la restante alla cura di suo figlio Shawn, o frequentando la chiesa locale. Raramente, infatti, esce di casa per svagarsi.

Da mesi però Dorothy risulta turbata; da qualche tempo riceve infatti chiamate anonime mentre è sul posto di lavoro, sempre dalla stessa persona, che talvolta risulta minacciosa.

La voce le sembra vagamente familiare, ma le risulta impossibile riconoscerla: dall’altro lato della cornetta c’è un vero e proprio stalker, un uomo che tiene traccia di ogni sua attività quotidiana, ratificandole ogni suo spostamento, spaventandola al punto da invogliare la donna ad acquistare una pistola e a prendere lezioni di autodifesa personale.

Nel corso della serata di mercoledì 28 maggio 1980, Dorothy lascia suo figlio a casa dei genitori per partecipare a una riunione straordinaria dei dipendenti del negozio presso cui lavora; durante la riunione però il suo collega Conrad Bostron si sente male, a causa di un morso di vedova nera, e finisce al pronto soccorso, accompagnato da Dorothy e da un’altra collega, Pam Head. Durante il tragitto però Dorothy fa una breve sosta a casa per controllare il figlio. Dopo aver visto Swan la donna si cambia la sciarpa indossandone una rossa e riprende la corsa in ospedale.

Il tempo passa e cala la notte, fin quando, alle ventitré, una volta terminate le visite per Conrad, Dorothy e Pam si dividono temporaneamente, dandosi appuntamento al parcheggio, dove Dorothy avrebbe aspettato i colleghi in auto. Conrad e Pam si dirigono verso la farmacia dell’ospedale mentre Dorothy va al parcheggio a recuperare l’auto per riportare i suoi amici a casa. Pam e Conrad aspettano svariato tempo in attesa dell’arrivo di Dorothy e trascorsa mezz’ora decidono di avviarsi verso il parcheggio. Lungo il percorso a un tratto i due vedono la Toyota bianca di Dorothy avanzare verso di loro a tutta velocità con gli abbaglianti accesi. I due fanno appena in tempo a spostarsi per non essere investiti e vedono l’auto immettersi sulla strada principale a tutta velocità. I due all’inizio credono che Dorothy abbia ricevuto una chiamata di emergenza per il figlio e che si sarebbe messa in contatto con loro al più presto.

Ma, purtroppo, nessuno ha più notizie della donna da quella sera; allertate le autorità, sono tutti alla ricerca della macchina, una Toyota bianca, ritrovata in un vicolo a circa 10 km dall’ospedale, interamente bruciata. Di Dorothy, non c’è traccia.

Passa una settimana, quando una sera gli Scott ricevono una telefonata anonima da un uomo che afferma di avere con sé Dorothy, riagganciando subito dopo; il caso non era stato divulgato, erano quindi in pochissimi a sapere della sparizione della donna. I familiari ed, evidentemente, il responsabile della sparizione.

Le indagini proseguono al passo con gli interrogatori, ma non emergono nuovi indizi; le chiamate telefoniche però continuano, tutti mercoledì, per quattro lunghi anni.

Nell’aprile del 1984, a rispondere, per la prima volta, è il padre di Dorothy; da lì, termina ogni  tentativo di ricezione telefonica.

Tre mesi e mezzo dopo, una ditta edile, durante degli scavi, ritrova, vicino la zona di Santa Ana Canyon Road, dei resti, poi riconosciuti appartenenti ad un cane. Gli investigatori richiedono di continuare a scavare. Emergono ben presto resti umani carbonizzati ed effetti personali; in particolare un orologio, fermo alle ore 12.30 del 29 maggio 1980. I resti sono quelli di Dorothy.

Il telefono di casa Scott squilla ancora.


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