Operazione Mistero: un viaggio senza ritorno

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Fonte Immagine: TVN24

Un misterioso caso di portata internazionale, riguardo una vacanza finita nel peggiore dei modi.

Magdalena Zuk, per gli amici Magda, nasce a Bogatynia, in Polonia. A soli 17 anni, a causa dell’alcolismo del padre, decide di lasciare casa, per trasferirsi a Zgorzelec, a 30 minuti dalla sua famiglia, dove prosegue i suoi studi in cosmetologia.

Ben presto, Magda diviene estetista e a soli 22 anni riesce ad aprire un centro estetico da sé, tutto suo; contemporaneamente frequenta un corso di studi universitario per conseguire una laurea in dietistica.

All’età di 27 anni, in prossimità del compleanno del suo fidanzato Markus, Magda decide di regalargli una vacanza di 3 giorni in Egitto: a causa della scadenza del passaporto di Marcus però, quest’ultimo non riesce a partire. Così Magda, che aveva già pagato volo e resort all-inclusive sul Mar Rosso, decide di andare ugualmente all’avventura. Il 25 aprile 2017, prende così in solitaria il suo volo d’andata per l’Egitto.

Magda arriva al resort, dopo aver affrontato tre ore di viaggio dall’aeroporto in una macchina che aveva affittato e guidato da sola, e in poco tempo inizia a mostrare atteggiamenti sui generis, che non passano inosservati: alterna infatti ripetutamente stati di euforia a stati di tranquillità.

Parallelamente inizia anche a comunicare in modo atipico con la famiglia e con i suoi amici, rivolgendosi a loro come fossero in vacanza con lei e riferendo più volte di sentire delle voci strane dalla stanza accanto alla sua, tanto da richiedere ai dipendenti del resort di controllarla.

In seguito, inizia a passare gran parte del suo tempo con il suo agente di viaggio Mahmood, in grado di comunicare con lei in polacco.

La sua famiglia è sempre più preoccupata per Magda, tanto da contattare l’ambasciata polacca in Egitto, così come lo staff del resort e Mahmood stesso che, visto il costante peggioramento delle condizioni psichiche della ragazza, le stanno sempre più dietro.

Il secondo giorno di pernottamento, Magda viene ritrovata priva di sensi, in accappatoio, in un corridoio della struttura: viene così chiamata un’ambulanza che la trasporta nell’ospedale più vicino.

Il terzo e ultimo giorno, dopo aver fatto il check-out, Magda si dirige in aeroporto per prendere il volo di ritorno, ma a causa del suo comportamento instabile, il personale di bordo non le consente di partire.

Di seguito, la rifiutano tutti gli hotel in cui cerca di sistemarsi per i giorni seguenti; viene, anzi, riportata nuovamente in ospedale, dove, da una finestra di una stanza del secondo piano in cui è legata al letto a causa della sua opposizione alle visite mediche, Magda si butta giù.

Viene incredibilmente trasportata verso un altro ospedale, a Hurghada, distante tre ore da quello  di Port Ghalid dove Magda stessa si trovava già, e il mattino seguente, muore.

L’autopsia rivela esclusivamente ferite da caduta, mentre non emerge alcun segno di stupro o violenza. Nel sangue, vengono ritrovate tracce di medicinali utilizzati per curare psicosi e schizofrenia, ma alcuna traccia di droga dello stupro. Nei giorni successivi al decesso è circolato anche un video, girato da una telecamera a circuito chiuso di un hotel, in cui si vede una ragazza che viene inseguita, picchiata e trascinata via da almeno quattro uomini che potrebbero anche averla stuprata. Dalle immagini, la giovane vittima della violenza sembra somigliare a Magda, ma non è chiaro se sia effettivamente la turista  polacca. Le speculazioni in merito a quanto accaduto, nel giro di soli quattro giorni, sono tante, trattandosi, per giunta, di un caso internazionale, archiviato come suicidio.

La versione ufficiale, ovvero il suicidio avvenuto lanciandosi dalla finestra di un ospedale convince  poco i media e le autorità di Varsavia. La morte di Magdalena Zuk, 27enne turista polacca, continua a restare un mistero. Nessuno sa cosa sia accaduto davvero a Magda, e forse, nessuno lo saprà mai.


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