Ordine dei giornalisti, l’appello a manifestare del presidente Bartoli

post-title
Fonte Immagine: laRepubblica

Una nuova centralità per l’informazione professionale che deve contrastare fake news e notizie tendenziose.

Nel suo ultimo intervento il presidente dei giornalisti, Carlo Bartoli fa un appello all’ordine dei giornalisti: «Manifestiamo per la libertà di informazione»

Nella sua lettera aperta Bartali sottolinea la questione della centralità del lavoro giornalistico soprattutto nel contrastare la tendenza oggi molto diffusa a diffondere fake news e notizie tendenziose, sottolieando che: L’informazione professionale assume una nuova centralità e importanza nella nostra società, in quanto  argine alla diffusione di fake news, discorsi di odio, aggressioni, minacce e discriminazioni”.

Ogni volta che si racconta la vita e le sue grandi sfide i professionisti del settore di trovano ad affrontare difficoltà, sia legate alla condizione ambientale ove tali fatti accadono, sia legate ad una altrettanto diffusione di informazioni contrastanti e contrarie. Dare le giuste indicazioni non sempre è facile, in un clima di bulimia linguistica si corre spesso il rischio di dover prima di tutto farsi portavoce dei fatti reali e poi di darne notizia. La velocità di diffusione delle notizie in effetti porta con sé, fra un ribalzo e l’altro delle stesse, una libera interpretazione delle stesse, che crea dissonanza e incertezza fra coloro che al settore dei giornalisti professionali si rivolgono. L’informazione fatta dai professionisti riveste allora un ruolo centrale riconosciuto sia dal Parlamento europeo che dalla Santa Sede, ma che pare sia invisibile per il Parlamento e le forze politiche che continuano a fingere di non vedere.

Come Bartali sottolinea «si continua a ignorare il grave deficit in tema di libertà di informazione che le rilevazioni internazionali, anche quelle di fonte Ue, continuano a indicare e documentare. Il ruolo del buon giornalismo come cardine della democrazia è stato ampiamento riconosciuto e richiamato più volte dal Capo dello Stato e dal Pontefice, ma anche dalle istituzioni europee. Non ultima dalla presidente dell’Europarlamento che, in una recente visita in Italia, si è impegnata a sostenere provvedimenti che il nostro Parlamento avrebbe potuto e dovuto affrontare da tempo» proprio in virtù di quest’attenzione verso il giornalismo, Bartali si fa portavoce della necessità di concretizzare la libertà di stampa ma anche la sua correttezza.

«Nel nostro Paese sono troppi i nodi da sciogliere per garantire il diritto ad informare e ad essere informati. Troppe aggressioni, troppe minacce, troppe iniziative giudiziarie intimidatorie, troppi giornalisti sotto scorta. Al nuovo Parlamento chiediamo di passare dalle parole ai fatti. Di rispettare le sollecitazioni delle istituzioni europee e della Corte Costituzionale per rivedere la legge sulla diffamazione, per arginare le querele bavaglio, per garantire realmente la segretezza delle fonti, così come reclama la Corte dei diritti dell’uomo. Tutte richieste avanzate da tempo a cui si è aggiunta quella di introdurre provvedimenti sull’introduzione di aggravanti specifiche per punire minacce e violenze nei confronti dei giornalisti o per sanzionare il reato di ostacolo all’informazione».

Bartali inoltre rivendica la necessità di stabilizzare anche i tanti giornalisti in condizione di precariato, per migliorare la qualità dell’informazione. «l’Italia deve investire di più nel pluralismo dell’informazione, a maggior ragione alla luce della rivoluzione digitale. Non si possono erogare contributi solo per espellere colleghe e colleghi dalle redazioni. Oltre alle indispensabili garanzie per il lavoro, sarebbe importante introdurre anche dei parametri qualitativi, come il rispetto delle regole base della deontologia professionale, per erogare finanziamenti pubblici».

In pratica il presidente die giornalisti Bartali chiede una mobilitazione dell’ordine, affinché vi sia un rimodernamento delle leggi a tutela della buona stampa (si ricorda che quella dell’ordine risale al 1963), e un allargamento della tutela anche sui mezzi informatici e una tutela sulla circolazione dell’informazione: «Al nuovo Parlamento chiediamo, quindi, un’attenzione reale e non di mera facciata a tutto campo sul giornalismo, alle sue regole e alla necessità che questa professione risponda in modo sempre più adeguato al dettato costituzionale dell’articolo 21. Ben venga, quindi, una grande iniziativa unitaria su questi temi, per la democrazia e per la libertà di espressione. L’informazione deve essere una priorità per il Parlamento per il bene del nostro Paese».

Cosi si chiude l’intervento di Bartali che prospetta una mobilitazione dell’ordine tutto  per migliorare un chiaro braccio della democrazia e della libertà «una grande manifestazione pubblica promossa da tutte le associazioni della categoria prima del 25 settembre».


RIPRODUZIONE RISERVATA
© Copyright Corriere della Campania


Commenta