Quorum fallito, ma Riforma approvata

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Fonte Immagine: fondazioneluigieinaudi.it

Nonostante il referendum sulla riforma della Giustizia sia fallito, la Riforma Cartabia è Legge

Dopo il fallimento del referendum giustizia tenutosi lo scorso 12 giugno, con un quorum vicino solo al 21% dei votanti e lasciando da parte i tecnicismi difronte ai quali la maggiorana dei cittadini italiana ha scelto l’astensione, nessuno si sarebbe aspettato una svolta politica e storica così importante: la riforma Cartabia è Legge con approvazione del Senato .

Nello specifico con 173  si, 37 noe 16astenuti ,il Senato ha approvato la riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm, confermando il testo già licenziato dalla Camera, che è dunque legge.

Cosa prevede ora la nuova Legge?

Aumento dei consiglieri, una nuova legge elettorale, regole di funzionamento interno contro le correnti, incompatibilità rafforzata politica-magistratura, separazione delle funzioni, riduzione dei fuori ruolo. Queste le principali novità della riforma. L’obiettivo era inoltre quello di fare entrare in vigore le nuove misure entro giugno per assicurare a luglio un voto per il rinnovo del Csm con la legge elettorale riformata.

Vediamo insieme nel dettaglio le importanti novità.

CSM:Per quanto riguarda il Csm, la riforma prevede l’aumento a 30 consiglieri (20 togati e 10 laici) : il meccanismo elaborato è fondamentalmente maggioritario, rispetto al quale  i giudici ottengono  una distribuzione proporzionale di 5 seggi a livello nazionale mentre  per i pubblici ministeri il recupero di un 1/3. La determinazione dei collegi, avverrà con decreto del ministero della Giustizia.In punto di candidatura al Csm invece non sono ammesse più le liste , quesito questo che rientrava espressamente nel referendum giustizia del 12 giugno. Infatti, come sarebbe accaduto nel caso di vittoria del , ciascun candidato, senza necessità di raccogliere un minimo di firme, può presentarsi liberamente anche nel suo distretto. Deve esserci un minimo di 6 candidati in ogni collegio binominale, di cui almeno 3 del genere meno rappresentato: se questi due requisiti non sono raggiunti, allora si può procedere per sorteggio. Inoltre, sempre a partire dal quesito referendario,anche gli avvocati, a determinate condizioni, potranno votare sulle valutazioni di professionalità dei magistrati nei consigli giudiziari.

Ma eccoci alla tematica più dibattuta ,la separazione della carriereBloccate le “porte girevoli”: cosa significa?

Tra i quesiti più contrastati, è stato oggi introdotto il divieto di svolgere nello stesso tempo funzioni di giudice o pm e ricoprire cariche elettive, sia locali sia nazionali. I magistrati che hanno coperto cariche elettive di qualsiasi tipo al termine del mandato non possono più tornare in magistratura: verranno collocati fuori ruolo nelle amministrazioni pubbliche. I magistrati candidati ma non eletti non potranno, per tre anni, tornare lavorare nella Regione che comprende la circoscrizione elettorale dove si sono presentati né in quella dove si trova il distretto dove prima lavoravano. In più non possono assumere incarichi direttivi e svolgere le funzioni penali più delicate (pm e gip/gup). Per i magistrati chiamati in ruoli apicali nelle pubbliche amministrazioni (capi di gabinetto, vertici di uffici legislativi, per esempio) dopo un mandato di almeno un anno resteranno ancora per un anno fuori ruolo e poi potranno rientrare ma non in posti direttivi.

Ciò nonostante, la legge lascia un margine inaspettato:la riforma ammette un solo passaggio da giudice a pubblico ministero e viceversa, da effettuare entro i 10 anni dall’assegnazione della prima sede,  limite che però  non opera per il passaggio al settore civile e dal settore civile alle funzioni di pubblica accusa.

Molti si sono chiesti , vista l’approvazione della Riforma, del perché del Referendum. In tal senso sembra avvalorarsi la tesi di cittadini italiani che si sono completamente astenuti dal voto : posti difronte a quesiti così tecnici e di evidente difficoltà per chi non appartiene al settore, per trovarsi poi dinanzi alla stessa Riforma poi approvata.

Politica e Giustizia, due facce della stessa medaglia ancora una volta ?


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