Renzi: «Letta dominato dal rancore»

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Fonte Immagine: Repertorio

Le parole dell’ex premier e leader di Italia Viva sulle prossime elezioni

Giorno di intervista per Matteo Renzi in vista del prossimo 25 settembre. L’intervista ha, ovviamente, avuto come fulcro del discorso la pubblicazione delle liste, avvenuta nella giornata di ieri, dei partiti che concorreranno alle elezioni che si terranno tra circa 40 giorni e che segneranno il destino politico e non solo del nostro paese. L’attenzione di Renzi è stata attratta da una serie di eccellenti esclusioni concretizzatesi nel PD. Non sono mancati attacchi nei riguardi della destra, ma, come sappiamo, rappresenta anche questa una dinamica del “gioco”: «Oggi il mondo della politica commenta le scelte sui candidati del Pd. Il mio punto di vista è che Enrico Letta si sia lasciato influenzare dal rancore personale anziché perseguire la volontà di vincere: vedremo i frutti di questa scelta il prossimo 26 settembre. Auguro a tutti gli eletti ogni bene ed evito accuratamente di prolungarmi sul tema: mi hanno insegnato che la politica si fa coi sentimenti, non coi risentimenti. Noi di Italia Viva lavoreremo sui contenuti e ci tengo a precisare che abbiamo scelto candidati coerenti con la nostra linea del passato. La nostra agenda mira all’innovazione del Paese che passa dal dire importanti “sì” a dossier strategici e non “no” a prescindere se non per l’innalzamento delle tasse. Carlo ha suggerito l’idea di un dibattito a 4, sfidando Letta, Meloni e Conte: secondo me è una richiesta sacrosanta e giusta. Il dibattito pubblico nei paesi democratici funziona così, vediamo chi fugge da questo confronto. Meloni e Salvini rappresentano un pericolo per l’economia, non per la democrazia: hanno fatto promesse assurde, irrealizzabili, flat tax insostenibili e ingiuste. Diciamo le cose come stanno: se vincono loro, non perderete la vostra libertà. Al massimo gli italiani rinunceranno ai loro risparmi. In molti gridano alla deriva antidemocratica perché la destra ha proposto il presidenzialismo, ma ciò è pura follia. Il presidenzialismo è radicato in tante moderne democrazie occidentali. Io preferisco l’elezione diretta del Premier, non del Capo dello Stato, ma questo non significa che la proposta della destra sia un attentato alla libertà. Impariamo a rispettarci, anche da avversari.»


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