Riforma del processo esecutivo: cosa prevedono i decreti attuativi in arrivo

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Fonte Immagine: Repertorio

Come sono cambiate e come cambieranno le esecuzioni alla luce della nuova riforma

Nella Relazione illustrativa allo schema di decreto legislativo di attuazione della Legge delega di riforma del processo civile (L. n. 206/2021), rilasciata nei giorni scorsi, una parte significativa è dedicata agli interventi sul processo esecutivo. In particolare, alle esecuzioni sono dedicati i commi dal 34 al 46 dell’art. 3 e l’art. 26.

Volendo, dunque, delineare in maniera sintetica alcune delle principali novità in materia di esecuzioni, possiamo fare una prima distinzione tra le modifiche che sono già entrate in vigore a partire dal 22 giugno e quelle che invece necessitano dei decreti attuativi.

1) Modifiche sul processo esecutivo entrate in vigore dal 22 giugno 2022.

La legge delega è intervenuta in via diretta:

  • sul foro competente per l'espropriazione forzata di crediti, quando debitore sia una pubblica amministrazione (art. 1, comma 29 della Legge n. 206/2021): è stato modificato l'articolo 26-bis, primo comma, del codice di procedura civile, individuando, come foro competente, il giudice del luogo dove ha sede l'ufficio dell'Avvocatura dello Stato nel cui distretto il creditore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede.
  • sulla procedura di pignoramento nell'espropriazione presso terzi (art. 1, comma 32 della Legge n. 206/2021): è stato modificato l'articolo 543 del codice di procedura civile, mediante l'introduzione, dopo il quarto comma, di due ulteriori commi. In particolare, è stato previsto un nuovo adempimento a carico del creditore, il quale, entro la data dell'udienza di comparizione indicata nell'atto di pignoramento, è tenuto a notificare al debitore e al terzo l'avviso di avvenuta iscrizione a ruolocon indicazione del numero di ruolo della procedura e a depositare l'avviso notificato nel fascicolo dell'esecuzione. Tale adempimento è da effettuarsi a pena di inefficacia della procedura espropriativa. Inoltre, se, poi, il procedimento coinvolge più terzi, l'eventuale inefficacia si produce solo nei confronti dei terzi rispetto ai quali non è stato notificato o depositato l'avviso. In ogni caso, se la notifica dell'avviso non viene effettuata, gli obblighi del debitore e del terzo cessano alla data dell'udienza indicata nell'atto di pignoramento.

2) Modifiche sul processo esecutivo in attesa dei decreti attuati.

Gli interventi previsti dalla Legge delega sono improntati a rendere il processo esecutivo maggiormente celere, nell’ottica di attuare il principio della ragionevole durata del processo, principio ispiratore dell’intera riforma in questione. Di seguito alcune delle principali novità alle quali i prossimi decreti dovranno dare attuazione:

  1. abolizione della formula esecutiva: la riforma, abrogando l’art. 475 cpc, prevede che le sentenze e gli altri provvedimenti dell’autorità giudiziaria nonché gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale, per valere come titolo per l’esecuzione forzata, è sufficiente che siano formati in copia attestata conforme all'originale;
  2. viene anticipato il termine per il deposito delle certificazioni ipocatastali di cui al comma 2 dell’art. 567 c.p.c., ovvero parificato al termine per proporre l’istanza di vendita di cui al combinato disposto degli articoli 497 e 501 del c.p.c.. Dunque, il termine per il deposito delle certificazioni ipocatastali passerà dagli attuali sessanta giorni a quarantacinque giorni, salvo proroga di ulteriori quarantacinque giorni decorrenti non più dalla proposizione dell’istanza di vendita, bensì dal pignoramento;
  3. viene introdotta la collaborazione tra il custode nominato ai sensi dell’art. 559 cpc e l’esperto nominato ai sensi dell’art. 569 cpc sull’attività di controllo della documentazione di cui all’art. 567 cpc;
  4. è prevista la sospensione del termine di efficacia del precetto di cui all’art. 481 c.p.c. sino alla conclusione della ricerca dei beni del debitore in modalità telematica ai sensi dell’art. 492 bis c.p.c.: la sospensione del termine opera per tutta la durata del subprocedimento di cui all’articolo 492-bis p.c., fino alla comunicazione dell’ufficiale giudiziario di non aver eseguito le ricerche per mancanza dei presupposti dell’istanza o al rigetto dell’istanza inoltrata al presidente del tribunale, ovvero fino alla comunicazione del processo verbale di cui al quarto comma dell’art. 492 bis c.p.c. - di nuova introduzione-, nel caso in cui si sia proceduto con le ricerche;
  5. vengono introdotti gli schemi standardizzati per la redazione della relazione di stima e degli avvisi di vendita;
  6. viene anticipata la nomina del custode giudiziario entro 15 giorni dal deposito dei documenti indicati dall’art. 567 cpc, unitamente alla nomina dell’esperto per la valutazione dell’immobile: tale modifica va a normare una prassi oramai molto diffusa nei tribunali, ossia quella di nominare il custode giudiziario (a cui successivamente, semmai, affidare anche la delega alla vendita) con lo stesso provvedimento con cui il giudice dell’esecuzione nomina, ai sensi dell’art. 569, comma 1, cpc, l’esperto per la valutazione dell’immobile;
  7. viene prevista la liberazione dell’immobile non abitato dal debitore od occupato senza titolo, al più tardi, al momento dell’autorizzazione alla vendita o della delega delle operazioni di vendita, e dell’immobile abitato dal debitore e dal suo nucleo familiare al momento dell’aggiudicazione, salvo che il medesimo compia attività ostruzionistiche e non collaborative con il custode o il delegato alla vendita: viene, dunque, modificato l’art. 560 c.p.c., nel tentativo di contemperare l’esigenza di immettere sul mercato immobiliare un immobile non abitato, con la necessità di consentire al debitore di rimanere nell’immobile il più a lungo possibile, in un’auspicata ottica di stretta collaborazione tra debitore e professionisti delegati alla vendita dell’immobile;
  8. viene fissato il termine di un anno per la delega delle operazioni di vendita, entro il quale il delegato deve compiere almeno tre tentativi e relazionare tempestivamente sull’esito di ciascuno di essi, nonché l’introduzione dell’obbligo per il giudice di sostituzione del professionista delegato in caso di mancato o tardivo adempimento: si passa, dunque, da un sistema dove il termine per la delega delle operazioni era decisa dal giudice dell’esecuzione ad un sistema con una determinazione dei termini stabilita livello normativo. Vie confermata, invece, la previsione che il giudice dell’esecuzione debba esercitare una diligente vigilanza sull’esecuzione delle attività delegate e sul rispetto dei tempi;
  9. viene prevista l’applicazione della misura coercitiva indiretta di cui all’art. 614 bis c.p.c. anche dal giudice dell’esecuzione e l’introduzione dicriteri per la determinazione dell’ammontare, nonché del termine di durata: vengono, dunque, valorizzate le misure di coercizione indiretta di cui all'art. 614 bis c.p.c. (articolo introdotto dalla Legge n. 69/2009 e che si ispira all'istituto di origine francese della cd. astreinte).  Pertanto, il giudice dell’esecuzione potrà pronunciare la misura coercitiva sia quando il titolo è diverso dal provvedimento di condanna, sia quando la parte ha omesso di chiederla al giudice che ha pronunciato il provvedimento di condanna. Desta qualche perplessità la previsione, nella Legge di delega, dell’introduzione di criteri per la determinazione dell’ammontare delle misure coercitive indirette in quanto l’ampia discrezionalità del giudice sotto questo profilo, prevista dall’attuale normativa, è giustificata dalla circostanza che durata e ammontare di tale misure dipendono dalle peculiarità dei singoli casi concreti;
  10. viene introdotta la cd. vendita immobiliare privata: è, forse, tra le principali novità della riforma e prevede che il debitore possa chiedere al giudice dell’esecuzione, entro dieci giorni prima della udienza di cui all’art. 569 cpc, di essere autorizzato a vendere il bene pignorato privatamente, purché il prezzo sia almeno pari al valore di stima, l’istanza sia corredata della proposta irrevocabile di acquisto e la cauzione pari almeno al 10% del prezzo proposto; deve essere data adeguata pubblicità a tale proposta, affinché altri interessati possano offrire secondo le regole ordinarie; si procede come per la vendita senza incanto, con termini più ridotti; l’attività è delegabile al professionista; l’istanza può essere proposta una sola volta.

Nel complesso, dunque, le novità che verranno introdotte possono considerarsi poco invasive e per lo più tendenti a rendere questa tipologia di procedure maggiormente celeri, in considerazione della fondamentale funzione svolta dal processo esecutivo nell’ottica della realizzazione dei diritti accertati giudizialmente.


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