Riforma processo civile: arrivano i primi decreti attuativi

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Fonte Immagine: Repertorio

Obiettivi: semplicità, concentrazione, effettività della tutela e ragionevole durata del processo

È notizia di questi giorni che nella seduta del 28 luglio scorso il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare, due decreti legislativi di attuazione della legge delega di riforma del processo civile e dell’Ufficio per il processo (Legge n. 206 del 2021). L'intervento è stato adottato nell’ambito degli impegni assunti dall’Italia nel PNRR. Di certo si può affermare che gli obiettivi perseguiti sono sicuramente ambiziosi. Semplicità, concentrazione, effettività della tutela e ragionevole durata del processo: sono alcune delle parole d’ordine di questo corposo intervento legislativo – circa 200 pagine e 51 articoli - in materia di giustizia civile. Dunque, vediamo assieme alcune delle principali novità, in particolare per quel che riguarda il rito ordinario di primo grado ed il rito sommario di cognizione.

  1. Ripartizione delle competenze.

Secondo i principi ispiratori contenuti al comma 6, lett. a) e b), della legge n. 206 del 2021, si ha una riduzione dei casi in cui il tribunale opera in composizione collegiale, in considerazione dell'oggettiva complessità giuridica e della rilevanza economico-sociale delle controversie, oltre all’applicazione di un regime di preclusioni e di fissazione dell'oggetto della causa analogamente a quanto previsto per il procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica. Sempre in relazione all'obiettivo di semplificazione viene rideterminata in aumento la competenza del giudice di pace (in attuazione del principio indicato nel comma 7, lettera b), della legge n. 206/2021).

  1. Giudizio ordinario di cognizione: fase introduttiva ed istruttoria.

Per una semplificazione del procedimento civile, l’obiettivo della riforma è far giungere la causa alla prima udienza già definita nelle domande, eccezioni e prove. Nello specifico, è stato previsto che:

  • l'atto di citazionee della comparsa di risposta dovranno contenere la descrizione dei fatti e degli elementi di diritto in modo chiaro e specifico nonché l'esposizione sempre chiara e precisa della posizione difensiva sui fatti posti a fondamento dell'azione;
  • l'atto di citazione dovrà contenere, a pena di decadenza, i mezzi di prova di cui l’attore intende avvalersi e i documenti che offre in comunicazione;
  • il convenuto dovrà proporre nella comparsa le sue difese, prendere posizione sui fatti posti dall'attore a fondamento della domanda in modo chiaro e specifico, indicare i mezzi di prova di cui intende valersi e i documenti che offre in comunicazione.
  • l'attore, prima dell'udienza di comparizione, propone le domande e le eccezioni conseguenti alla domanda riconvenzionaleo alle eccezioni del convenuto e chiede di essere autorizzato a chiamare un terzo se l'esigenza è sorta dalle difese del convenuto. In ogni caso precisa e modifica le domande, le eccezioni e le conclusioni già formulate e, a pena di decadenza, indica i nuovi mezzi di prova e le produzioni documentali;
  • il convenuto di conseguenza deve avere la possibilità, sempre prima dell'udienza di comparizione, di modificare le domande, le eccezioni e le conclusioni già formulate e, a pena di decadenza, indicare i mezzi di prova e produrre documenti.

Tutte queste attività sono rese possibili dalla introduzione di nuove attività, come le verifiche preliminari e le memorie integrative. All'udienza di comparizione le parti devono prendere personalmente per tentare la conciliazione. La mancata comparizione senza giustificato motivo rappresenterà comportamento valutabile ai sensi dell'art. 116 comma 2. Inoltre, l’iter processuale è stato modificato eliminando alcune udienze, come quella per il giuramento del consulente tecnico d'ufficio (comma 17, lettera n), della legge n. 206/2021) e quella di precisazione delle conclusioni, sostituita dallo scambio di note scritte, e cadenzata attraverso l'obbligo del giudice di predisporre il calendario del processo alla prima udienza (comma 5, lettera i), legge n. 206/2021) e la previsione di un termine non superiore a novanta giorni dalla prima udienza per l'udienza per l'assunzione delle prove (comma 5, lettera i), legge n. 206/2021).

  1. Giudizio ordinario di cognizione: fase decisoria.

Come detto, viene semplificata la fase decisoria, con una stabilizzazione delle innovazioni telematiche introdotte durante l’emergenza COVID-19.

In particolare, la fase decisoria viene accelerata, sia per le cause di competenza del giudice monocratico sia per quelle di competenza del collegio, con eliminazione dell’udienza di precisazione delle conclusioni ed assegnazione di termini a ritroso rispetto all’udienza di rimessione della causa in decisione, ovvero:

  • un termine perentorio non superiore a 60 giorni prima di tale udienza per il deposito di note scritte di precisazione delle conclusioni;
  • termini perentori non superiori a 30 e 15 giorni prima dell'udienza fissata per la rimessione della causa in decisione, per il deposito rispettivamente delle comparse conclusionali e delle memorie di replica, salvo che le parti non vi rinuncino espressamente;

Quindi, il giudice riserva la decisione e provvede al deposito della sentenza nei successivi 30 giorni nelle cause in cui il tribunale decide in composizione monocratica ovvero nei successivi 60 giorni nelle cause in cui il tribunale decide in composizione collegiale.

  1. Rito sommario di cognizione ex art. 702 bis c.p.c..

La riforma interviene anche sul rito sommario di cognizione, il quale confluisce nel secondo libro del Codice di rito dedicato al processo di cognizione con una nuova denominazione (“procedimento semplificato di cognizione”). L’attore può ricorrervi spontaneamente nelle controversie di competenza del tribunale in composizione monocratica, salvo i casi in cui è obbligatorio ricorrere a tale tipologia di giudizio, ovvero quando i fatti di causa siano tutti non controversi, quando l'istruzione della causa si basi su prove documentali o su prove di pronta soluzione oppure quando si possa procedere a un'attività istruttoria costituenda non complessa.

Queste le principali novità per quel che riguarda il processo ordinario e sommario di cognizione. Allo stato attuale, dunque, la parola ora va alle commissioni Giustizia di Camera e Senato per il parere consultivo da esprimere entro 60 giorni. La programmazione prevede che le scadenze per l’approvazione sono fissate al 19 ottobre per il penale, mentre l’ultima data utile per i decreti attuativi della riforma civile è quella del 26 novembre.


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