Saviano, educazione ambientale contro l’incuria

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Una proposta di cittadinanza attiva per educare al contrasto dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti.

Sull’onda delle iniziative che la cittadinanza più attiva sta promuovendo per accelerare le attività di bonifica di alcune aree periferiche interessate dallo sversamento di rifiuti incontrollato, una proposta interessante è il lancio di un programma di educazione civica e ambientale nei posti di ritrovo dei più giovani.

I luoghi più frequentati dagli adolescenti, come la villa comunale, sono purtroppo ricettacolo di rifiuti di consumazioni, bibite e alimentari. Anche se non mancano i cestini per la raccolta dei rifiuti e i mozziconi di sigaretta, gli scarti dei bivacchi, soprattutto notturni, vengono abbandonati a terra in abbondanza proprio nei luoghi più abituali di ritrovo, oltre alle deiezioni canine.

Per provare ad arginare, almeno in parte, il problema della spazzatura abbandonata un po’ ovunque occorrerebbe continuare in strada il lavoro che gli insegnanti iniziano a fare a scuola, spiegando soprattutto ai più giovani il danno ambientale causato dall’abbandono indiscriminato dei rifiuti.

Un ambientalista molto attivo, Carmine Piccolo, savianese di origine, ha sperimentato questa idea proprio a Saviano, nella villetta comunale, spiegando sul posto, in uno dei luoghi più vissuti e familiari ai giovani del posto, le regole da seguire per il rispetto dell’ambiente e dei beni comuni, che sono la nostra seconda casa e che dobbiamo sforzarci di tenere in ordine e puliti proprio perché appartengono a tutti.

Ripetendo l’esperimento con vari gruppi di ragazzi, il risultato è stato via via più efficace. In un caso, una ragazza della comitiva aveva appena lanciato a terra un mozzicone di sigaretta acceso, e le è stato fatto notare che una forza dell’ordine o una guardia ambientale, una Gev (guardie ecologiche volontarie), può comminare una multa fino a 500 euro e che c’è una legge che lo prevede (multa da pagare a carico dei genitori ovviamente).

Nel 1899, Padre Giovanni Bonsignori, eletto Consigliere Provinciale a Brescia, fece istituire la cattedra ambulante di agricoltura, in pratica mandava nei campi i periti agrari a insegnare ai contadini sul posto le tecniche agricole, la rotazione delle colture e l’irrigazione dei campi e questo tipo di istruzione funzionò perfettamente.

Allo stesso modo la proposta di Piccolo è di istituire delle cattedre ambulanti di educazione civica e ambientale, lanciando un appello alle associazioni del territorio savianese e all’amministrazione comunale per attuare questo modello positivo: una cattedra ambulante a cura di persone formate, preparate e con carisma ad affrontare e diffondere determinati argomenti alla cittadinanza.


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