Scavi Pompei, il ceto medio riportato alla luce

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Fonte Immagine: TG24.Sky.it

Nuove scoperte a Pompei, il Ministro della cultura Dario Franceschini: «È una bellissima storia di riscatto».

Recentissimi ritrovamenti a Pompei hanno dato quella che il Direttore Generale dei Musei Massimo Osanna definisce «la prova che è importante continuare a scavare». Sono stati rinvenuti oggetti d’uso comune appartenenti a persone del ceto medio, cristallizzati nel momento della fuga dall’eruzione. Molti di questi oggetti presentano ornamenti significativi per l’iconografia classica.

Zona della Regio V, la stessa nella quale nel 2018 fu rinvenuto un prezioso larario. Il 6 agosto sono state esplorate nuove abitazioni nella cosiddetta area del “Giardino Incantato”, non lontano dalla casa di Marco Lucrezio Frontone. Il direttore degli scavi archeologici di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, afferma che: «non conosciamo gli abitanti della casa, ma sicuramente la cultura dell’otium a cui si ispira la meravigliosa decorazione del cortile per loro era più un futuro che sognavano che una realtà vissuta». Si tratterebbe di una residenza appartenente in un primo momento ad un notabile. Essa sarebbe poi stata smembrata e occupata da una famiglia meno abbiente, la quale ha lasciato oggetti di uso quotidiano, non per questo poco interessanti. Si segnalano, infatti, tra questi ritrovamenti, una lucerna a doppio beccuccio, con un bassorilievo che raffigura la trasformazione di Zeus in un’aquila e un bruciaprofumi sul quale sono rappresentati un soggetto maschile e motivi geometrici. È stata rinvenuta una brocca di bronzo con ansa a forma di sfinge.

Sono stati portati alla luce anche alcuni supporti scrittori: sette trittici di tavolette cerate con cordino. E tra gli oggetti di arredamento, un baule lasciato aperto negli ultimi momenti prima della fuga e un armadio-credenza ad almeno quattro ante, alto due metri e dotato di cinque ripiani, danneggiato dal crollo del solaio. Al suo interno è possibile distinguere anfore, vasi e piatti che, come analizza Zuchtriegel, sembrano cadere verso il basso. Infine un letto, una brandina smontabile senza materasso, della stessa tipologia dei tre letti rinvenuti lo scorso anno nella villa di Civita Giuliana, al nord di Pompei, all’interno della cosiddetta “Stanza degli Schiavi”.

Il sito sarà presto aperto alle visite, si lavora, ora, alla messa in sicurezza. Intanto, come ha affermato Dario Franceschini, «Pompei davvero non finisce di stupire».


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