Sogni e sussurri

post-title
Fonte Immagine: forumdisuguaglianzediversita.org

Dispersione scolastica, difficoltà nella comprensione del testo, ragazzi alla deriva, un intero paese che si incammina verso il baratro

Questo è lo scenario che emerge da articoli di giornale, approfondimenti fatti dalla tv generalista o dal web che dà vita continuamente ad accese discussioni a riguardo. Un insieme di commenti, frasi e critiche spingono genitori, insegnanti e politici ad accusarsi a vicenda di aver portato le nuove generazioni alla rovina, all’ignoranza e alla povertà. Emblematica è un’immagine che è diventata virale sui social media, quella del capo che rimprovera il genitore che poi riversa le sue frustrazioni sul suo partner. La catena non si interrompe qui perché anche lui rimprovererà il figlio che riversa questa rabbia verso il gatto. Tutto questo genera confusione creando una concatenazione di equivoci, nessuno conosce il motivo di questa frustrazione che si riversa continuamente su terze persone. Viviamo all’interno di sistemi che interagiscono tra loro, che si relazionano, e ciò che avviene in un sistema, come quello lavorativo o scolastico, può avere dunque conseguenze in quello familiare, o viceversa.
Un rimprovero può avere un eco fortissimo.
Qualcuno ha mai provato a perseguire la strada del dialogo con i giovani?
Non ci si sofferma a spiegargli le cose, non si valutano le loro capacità cercando di invogliarli a credere in loro stessi, a realizzare i propri sogni. Non bisognerebbe tarpare le ali ai giovani ma far capire che se si desidera diventare un astronauta ad esempio è possibile realizzarlo.
Non bisognerebbe categorizzarli, uniformarli ad un voto, ad aspettative che non li rispecchiano.
Bisogna dargli una speranza, ma per farlo c’è bisogno di un’azione comune, famiglia, scuola, società, Stato devono collaborare per un solo obiettivo.
Il covid ha ampliato difficoltà che nella nostra società sono presenti ormai da anni, la guerra ha dato un ulteriore contributo, risalire la china, tornare a respirare, non sarà facile, ma se si iniziasse nelle piccole cose?
Se si provasse a non urlare, ma al contrario ad abbassare la voce finalmente per parlare…


RIPRODUZIONE RISERVATA
© Copyright Corriere della Campania


Commenta