Spedizione punitiva al San Camillo, 25 uomini massacrano una coppia

post-title
Fonte Immagine: wikipedia

Una spedizione punitiva all'ospedale San Camillo di Roma fatta da 25 rom provenienti dall'insediamento di vicolo Savini, con lo scopo di farsi vendetta e farla pagare a una coppia di condomini di una palazzina poco distante dalla baraccopoli, "colpevole" di aver rimproverato uno di loro perché sorpreso ad armeggiare con i contatori del loro condominio, rimasto ferito nel corso della colluttazione.

Spedizione punitiva al San Camillo, 25 uomini massacrano una coppia: avevano rimproverato uno di loro.

La notizia sta facendo il giro della stampa. A quanto dichiarato si è trattato di una vera e propria spedizione punitiva nei confronti di due ragazzi già ricoverati in ospedale.

Il motivo? I fatti

Tutto è cominciato lunedì 19 settembre, verso mezzogiorno. Poco prima la coppia vittima dell’aggressione aveva rimproverato un membro del gruppo di aggressori, perché stava armeggiando con i contatori di un condominio in largo Veratti. Avevano per questo subito una prima aggressione per strada sedata dall’intervento di una pattuglia di carabinieri della stazione San Paolo, intervenuta in largo Veratti in seguito alla segnalazione di una lite lungo la strada. Date le ferite riportate, la coppia è andata all'ospedale San Camillo per farsi medicare. Una vicenda che sarebbe finita lì se poco dopo non si fosse presentato allo stesso ospedale l'altro ragazzo coinvolto nella discussione, insieme a venticinque conoscenti, tutti provenienti dal campo rom di Vicolo Savino.

Così venticinque persone si sono recate ieri al San Camillo con l'intento di dare loro una lezione.

La prima che hanno incrociato sul loro cammino è stata la ragazza, la prima a essere dimessa dal pronto soccorso. Appena la giovane ha messo piede fuori dall'ospedale le sono saltati addosso in venti, prendendola a calci, pugni e tirandole i capelli. Nel frattempo cinque di loro sono entrati nel nosocomio per cercare il ragazzo, che è stato letteralmente massacrato.

La giovane ferita nel pestaggio ha riportato varie ferite alla testa, un trauma cranico e lesioni al cuoio capelluto. Ad avere la peggio è stato il fidanzato, al quale è stato fratturato il naso e le costole. L'altro ragazzo, quello arrivato con venticinque conoscenti all'ospedale, ha ricevuto invece sette giorni di prognosi. I carabinieri indagano per lesioni aggravate, sono in corso gli accertamenti per identificare gli altri aggressori.

 Sul posto sono arrivati i carabinieri, allertati da più di una chiamata arrivata al 112. Diverse pattuglie delle stazioni Roma San Paolo e Monteverde Nuovo si sono recate all'ospedale, senza però trovare nessuno. I venticinque ragazzi che avevano aggredito la coppia sono fuggiti e per il momento hanno fatto perdere le loro tracce.

l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato  ha dichiarato: «La spedizione punitiva che ha coinvolto gli operatori del Pronto soccorso del San Camillo è semplicemente folle! Sembra di assistere a una storia di ordinaria follia . Stamani mi sono recato all’ospedale per esprimere la mia solidarietà e dell’intero Servizio sanitario regionale a tutto il personale. E’ ora di dire basta, chi compie questi gesti folli andrebbe sanzionato con un vero e proprio Daspo. Le operatrici e gli operatori sono stanchi di subire queste violenze fisiche e verbali gratuite. Voglio ringraziare le Forze dell’ordine che con il loro tempestivo intervento hanno evitato il peggio».

Narciso Mostarda, Direttore Generale Dell'Azienda ospedaliera  ha concluso:«Ringrazio l'assessore per il sostegno e la solidarietà che mi ha espresso in seguito alla violenza di cui è stato vittima il personale del nostro Pronto Soccorso. Le aggressioni negli ospedali sono, purtroppo, in drammatico aumento. Bisogna intervenire con più efficaci meccanismi di prevenzione, in coordinamento con le forze dell'ordine».

Sono in corso le indagini delle forze dell’ordine per questa vicenda che ha in sé del paradossale, non vi è solo la violazione della pubblica proprietà, alla base del litigio, ma anche la successiva aggressione all’interno del nosocomio a carico di chi non si è voltato dall’altra parte.

Pare che le organizzazioni malavitose stiano in questo periodo cercando di manomettere i contattori per creare una economia sub legale, che favorisca le loro attività malavitose. Le indagini sono in corso.


RIPRODUZIONE RISERVATA
© Copyright Corriere della Campania


Commenta