Tories alla resa dei conti

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Fonte Immagine: agi.it

Il prossimo 5 settembre si conoscerà il nome del successore di Boris Johnson

Bisognerà aspettare il prossimo 5 Settembre per sapere chi prenderà il posto di Boris Johnson nel duplice ruolo di leader del governo britannico e di leader dei Tories. Sarà quella la data limite nella quale i 200.000 iscritti al partito conservatore saranno chiamati ad esprimere, via posta, la loro preferenza per i 2 candidati rimasti in lista e vale a dire tra l’ex ministro delle finanze RishiSunake la segretaria degli esteri Liz Truss,qualificati per il turno finaleche si giocheranno fino all’ultima preferenza in gioco l’importante sfida elettorale. Sarà quindi al rientro dalle ferie di agosto che si potrà porre la parola  fine alla crisi istituzionale britannica successiva alla rovinosa caduta del governo di Boris Johnsontravolto da una serie continua di scandali di ogni tipo che hanno finito per affossarlo definitivamente.

Il quinto scrutinio

Il quinto e ultimo scrutinio condotto sulle indicazioni espresse dai deputati del partito di maggioranza, pur confermando la vittoria di 2 esponenti di primo piano del partito, ritenuti fin dalla vigilia come possibili  protagonisti della sfida finale, non ha mancato di dimostrare come la competizione elettorale per la successione al vertice del partito, fin da questo stadio iniziale, sia stata particolarmente combattuta. Il risultato finale che ha sancito la vittoria di Sunak con 137 voti contro i 113 della Truss, è arrivato al termine di una sfida all’ultimo voto con la terza contendente in gara, l’ex ministra della difesa Penny Mordauntsuperata proprio al foto finish dalla Truss con uno scarto minimo di soli otto voti.

I due sfidanti.

Quindi saranno, come previsto, due esponenti della compagine governativa del dimissionario governo di Boris Johnson a contendersi la leadership del partito conservatore e successivamente quella del governo. Secondo i più accreditati pronostici della vigilia sarebbe proprio l’ex ministro dell’economia a godere di maggiori possibilità di vittoria finale. Il suo nome come sfidante finale, del resto, è rimasto costantemente certo fin dal primo giro di votazioni finendo poi per essere il più votato con 137 preferenze e con un margine di 24 voti di distacco sulla Truss.L’ex ministro dell’economia godrebbe quindi del favore dei pronostici come confermato dalla circostanza che ha visto circolare con grande insistenza, fin dagli inizi del Partygate, il suo nome come quello più accreditato alla successione di Johnson. Popolarità che non sembra sia stata in alcun modo scalfita da scandali che pur lo hanno coinvolto rispetto ai quali sembra  non  aver pagato in termini di consenso e gradimentoriuscendo anche a confermare inalterata tutta l’ammirazione per la sua storia personale che da figlio di immigranti lo ha visto trasformarsi  in un ricco uomo di successo.

Implicazioni politicamente molte diverse si riconducono, invece, alla candidatura di Liz Truss, la cui eventuale vittoria finale segnerebbe, infatti, una profonda linea di continuità politica con il governo Johnsoncon il quale ha condiviso le sorti fino agli ultimi giorni, a differenza di tutti gli altri principali ministri. Governo nel quale ha svolto piuttosto bene, scivoloni a parte dell’ultima ora, il delicato ruolo di ministra degli esteri.Ruolo che ne ha visto accrescere la popolarità soprattutto all’indomani dell’invasione russa dell’Ucrainaquando la Truss si è dimostrata pienamente all’altezza della situazione assumendo un ruolo rilevante nella gestione della crisi.


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