Torre del Greco: uve di pregio senza compratori

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Fonte Immagine: Ansa.it

Uve di pregio di qualità aglianico senza compratori, potrebbe essere la vigilia di un disastro economico se non fossero vendute.

A lanciare l’allarme i vinicoltori della zona di produzione dell’Aglianico che tra Partenopoli, Castelfranci e Montemarano, che prevedono il macero di venticinquemila quintali di uve varietà Aglianico, a causa della mancanza di acquirenti del prodotto di zona.

Questo annuncio di disastro economico, sarebbe legato alla realizzazione in progetto di un biogestore per materiale organico a Chianti.

Preoccupate le associazioni vinicole si sono da subito allertate e hanno fatto le loro rimostranze agli organi competenti, tuttavia, i ritardi accumulati nelle schermaglie per il rinnovo degli organi della Camera di commercio non hanno aiutato il settore a sciogliere il nodo della vendita. Le associazioni dei vinicoltori, affiancati anche da uomini delle istituzioni, come Vincenzo Ciampi (esponente del M5S), non può cadere inascoltato.

Colpisce che la zona di produzione delle suddette uve sia stata scelta per realizzare l’impianto di smaltimento dell’organico, la vicenda assume tratti molto controversi, soprattutto tenendo conto della necessità della regione di avere strutture di smaltimento dei rifiuti, tuttavia, la scelta di collocare il biogestore nel cuore della produzione vinicola Campania, pone non poche preoccupazioni a uno dei settori economici trainanti la regione stessa.

Delicato è l’equilibrio della gestione del territorio ma ancora più delicato è la possibilità di vedere andare al macero una delle materie prime che conferiscono ai prodotti campani la denominazione doc a livello sia nazionale che internazionale, che dovrebbe essere trainante per l'Irpinia ma che proprio alla vigilia della vendemmia, mostra preoccupanti segni di cedimento, fino al punto che non si riescono a conferire le uve prodotte. Si rischia di vedere al macero quei chicchi e di assistere a una vera e propria crisi economica del settore intero regionale.

Malgrado l’appello a trovare delle soluzioni, a migliorare il funzionamento del sistema consortile ciò che preoccupa gli addetti al settore sono i continui ritardi delle istituzioni che tuttavia, seppur lentamente stanno procedendo alla realizzazione dell’impianto di trasformazione dei rifiuti umidi in pieno areale del Greco di Tufo. Eppure nei giorni scorsi, il 10 agosto, un altro passo della procedura per l'avvio dei lavori è stato fatto con l'approvazione della proposta di aggiudicazione dell'affidamento dell'appalto integrato del valore di 18 milioni.

La qualità della materia prima è indiscutibile ma come si procederà per salvaguardare la filiera di vendita del prodotto primo. In attesa di una risposta, aspettiamo impazienti.


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