UK: Truss nuovo premier

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Fonte Immagine: ansa

Con Liz Truss probabile sterzata a destra per la grande isola

Ormai è da considerarsi ufficiale l’investitura a primo ministro del governo britannico e  futura inquilina di Downing Street, della ultra conservatrice Liz Truss ex ministra degli Esteri, subentrante dalle prossime ore in poi, al dimissionario Boris Johnson.

Questo quanto sancito dal risultato delle ultime consultazioni interne ai tories dove la Truss ha avuto ragione sull’ex Cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, con un margine, tutt’altro che esiguo, di 57 a 42 portandosi, così, in un sol colpo  alla guida del partito e del paese.

Non c’è due senza tre, quindi  e così dopo la lunghissima e brillante esperienza di Margaret Thatcher,la lady di ferro e l’incerta guida di Teresa May, le porte di Downing Street si spalancano ancora una volta al femminile.

Ma chi è Liz Truss?

Chi la conosce davvero scommetterebbe tutto, senza alcuna esitazione,  sulla sua rettitudine e sulla sua integrità morale che la portano ad apparire agli occhi dell’elettorato britannico come una donna tutto d’un pezzo, sotto questo aspetto, distante anni luce dal suo predecessore costretto alle dimissioni proprio per i numerosi e continui polveroni che ne hanno compromesso insieme all’immagine anche la sua integrità dal punto di vista morale.

L’approdo della Truss alle posizioni politicamente conservatrici più oltranziste non può che essere considerato, poi,  come il risultato finale di un lunghissimo percorso politico, partito dalle iniziali posizioni progressiste di stampo liberaldemocratico degli anni di Oxford fino a giungere alla vera e propria folgorazione thatcheriana che, in sostanza ne ha fatto di lei l’esponente politico che si appresta, ormai,  a guidare “la grande isola” come una vera e propria conservatrice.

Una chiara ed evidente scelta di partenza che è il sicuro preludio di quello che sarà il nuovo corso della leadership inglese e che solo in maniera troppo semplicistica può essere ridottaad una linea di continuità con il governo precedente.

Rispetto a Johnson la Truss, infatti, appare meno tentennanante e più decisa su tutta una serie di questioni fondamentali rispetto alle quali il suo predecessore avevo spesso e volentieri cambiato idee e orientamento. Questioni rispetto alle quali, almeno secondo le iniziali previsioni,non dovrebbero esserci sconti  nell’applicazione di un credo politico di forte stampo neo- thatcheriano con una visione neoliberista marcata e decisamente favorevole al massimo disimpegno statale nella gestione della cosa pubblica. Un credo politico che porta tanti analisti a presuppore che il prossimo governo sarà quello più marcatamente di destra degli ultimi decenni sebbene costretto a fare i conti con uno scenario economico tutt’altro che propizio dominato dall’inflazione galoppante e da una recessione ormai alle porte.

Cosa aspettarci sul piano internazionale.

Nelle previsioni non sarà un passaggio da poco, quello da Johnson alla Truss, sul piano della politica internazionale dovendo presupporre che le posizioni cosidette massimaliste di quest’ultima non tarderanno a riverberare effetti diversi rispetto  a quelli registrati negli ultimi anni.

Un massimalismo e un’intransigenza che potranno, in una certa misura , sortire effetti addirittura inediti rispetto alle tematiche più scottanti di questo particolare momento storico come  il conflitto ucraino, la considerazione sul piano geo-politico globale della Cina e i rapporti con gli ex partner dell’Unione Europea. Tutti temi rispetto ai quali la Truss sembra, già da tempo e nell’espletamento del ruolo di ministro degli esteri esplicitato convinzioni al quanto decise nella ancora più feroce  condanna di Putin e nella volontà di sostegno, ancora più decisa, dell’Ucraina, oltre che nella massima considerazione della pericolosità della Cina e nella volontà di battagliare con l’Unione Europea a difesa delle proprie posizioni commerciali.


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